Da oggi comincia una settimana decisiva per il governo, impegnato ad affrontare, tra l’altro, i nodi della politica economica. La prima riunione, prevista per le 9 di oggi a Palazzo Chigi, metterà di fronte governo e sindacati sul tema dell’aumento delle pensioni minime. Poi, alle 15 toccherrà ai capigruppo della maggioranza confrontarsi con Prodi e Padoa-Schioppa sulle linee del Dpef. Alle 17.30 si riunirà il Consiglio dei ministri con all’ordine del giorno il varo del ddl sul federalismo fiscale,la nomina del nuovo capo della Polizia e il confronto collegiale sul Dpef.
Ecco le dichiarazioni dei sindacati CGIL, CISL, e UIL sulla riforma Pensioni e sulle possibilità di accordo col Governo:
“Il primo passo tocca al governo, noi siamo impegnati a superare lo scalone, a fare un accordo. Serve un compromesso intelligente e avanzato, che risponda alla qualità delle domande del sindacato, che si sposti verso le domande dei lavoratori”. Così il leader della Cgil, Epifani, alla Festa nazionale della Cisl, torna sul nodo pensioni. “Faremo l’accordo migliore possibile per la nostra gente, per i lavoratori e i pensionati. C’è troppo malessere”. Poi afferma: “Fino ad oggi la rigidità del ministro dell’Economia, Padoa-Schioppa, è stata un problema”. E conferma la volontà del suo sindacato di “fare ogni sforzo” per un’intesa.”L’accordo si deve fare, bene che la Cgil chieda un compromesso, e anche sulla gradualità per superare lo scalone, sono convinto che in fondo in fondo sarà condivisa”. Così il leader della Cisl, Bonanni. “Oltre tutto non c’è un elemento di scambio fortemente oneroso e per questo non capisco certi bavagli,dobbiamo dare un segnale positivo alla gente: è vero c’è poco,ma ci sono risorse per gli ammortizzatori sociali e per la contrattazione di secondo livello.Bisogna fare presto,stringere,chiudere”. E: “Bisogna tenere lontani dal tavolo della trattativa quelli che stanno intorbidendo il clima da una parte e dall’altra”.
“Le nostre mosse saranno misurate sull’ atteggiamento del governo, se danneggerà i lavoratori faremo quello che fa un sindacato: sciopero”. Lo ha detto il leader della Uil Angeletti, sul tema delle pensioni. “La mia idea è che difficoltà sono ancora presenti su molti aspetti, noi tratteremo fino a una certa soglia, quella dove inizia la penalizzazione per chi rappresentiamo, vogliamo che ciò che dice il governo sia applicato”. Per chiudere l’accordo servono “incentivi,libertà di scelta,detassazione degli aumenti contrattuali. Se il governo viene su queste posizioni l’accordo si può fare, con la calcolatrice o senza”.“Decontribuzione per pagare di più chi lavora meglio nelle nostre aziende e più spazio al secondo livello mantenendo quella flessibilità del lavoro che è decisiva per far funzionare in modo efficiente le imprese e quindi creare ricchezza”. E’ l’indicazione del direttore generale di Confindustria Beretta. “Mandare a 57-58 anni una persona in pensione, quando l’aspettativa di vita è di 82, è profondamente sbagliato”,dice poi Beretta alla Festa della Cisl. E sulla questione ’scalone’ sottolinea: “Ci sono le leggi esistenti, la Maroni e la Dini che stanno dando risultati positivi”. Non serve intervenire specie “per non aggravare la finanza pubblica”.
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