Dic 31

GREZZANA (Verona). La mazzetta da muratore la teneva sul camion, tra scatole di cracker stantii e pacchetti di sigarette mezzi aperti, lasciati lì da chissà quanto. La motrice bianca e rossa, tutta la sua vita, è ferma da giorni davanti a questa villetta famigliare a quindici chilometri da Verona, prato curato, siepi in ordine e dentro, al secondo piano dove c'è la luce ancora accesa sul balcone e i panni sullo stendibiancheria, il macello per quel minuto di lucida follia.
Da quando erano arrivate le prime notizie sull'influenza aviaria. Da quando il suo lavoro, portare le carcasse dei polli morti al macello di Treviso, non era più sicuro. E da quando, maledetto quel giorno, aveva tirato fuori 50 mila euro per comperare un camion nuovo, con il cassone attrezzato solo al trasporto delle gabbie dei volatili. «Era molto preoccupato per il suo futuro lavorativo. Si stava dando da fare, ma non è facile... Claudio era una persona molto riservata, chiusa. Da quando gli avevano detto che il lavoro sarebbe diminuto per la crisi del settore, era entrato in depressione. Non era più lui. Era molto giù...», racconta Pietro Pizzolato, il cognato che abita nell'appartamento al piano di sopra, il primo ad entrare in casa ieri mattina quando non ha sentito i ragazzi andare a scuola come ogni giorno.

Questo è il limite... la voglia di ascolti piu' alti di sensazionalismo ha portato i media a calcare la mano creando una pandemia che non c'e'.
Io pubblicai un articolo tratto da un volantino informativo della regione lombardia con dei preziosi consigli e chiarimenti sul fatto che i polli si possono mangiare, che a 70 gradi il virus muore.... ma gli ascolti tv sono sicuramente piu' efficaci.
E quindi un autotrasportatore è arrivato a fare qualcosa che solo la disperazione puo' dare il coraggio di compiere.
C'e' ancora qualcuno che pensa che in ITALIA vada tutto bene... IO NO!!!
Questa disinformazione ci farà sempre piu' male.
FERMIAMOLA! TRADUCI: