Riparte il confronto tra governo e parti sociali su pensioni e Dpef. Il tavolo decisivo potrebbe essere quello di domani. Questa mattina un nuovo incontro a Palazzo Chigi ha infuso ottimismo nel governo per una positiva conclusione del negoziato. Ma i sindacati frenano. “L’accordo è sul filo di lana. Vedo troppo ottimismo in giro”. Il lapidario commento del segretario generale della Cgil,Epifani,sull’andamento delle trattative del sistema previdenziale gela le ipotesi di una rapida conclusione. Il leader della Cisl, Bonanni, pur ammettendo che si sono fatti “passi avanti” su ammortizzatori e giovani, ritiene che “si stia facendo una corsa dei muli che non serve a nessuno”. E il numero uno della Uil,Angeletti, conferma: “Le possibilità di un accordo si stanno riducendo. Nella relazione del governo è assente ogni riferimento agli incentivi per l’innalzamento dell’età pensionabile”.
Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Letta, a quanto si apprende, ha infatti annunciato: “Quello di domani sarà l’incontro conclusivo, in cui verrà discussa la proposta definitiva sui vari temi oggetto della concertazione”. Per la giornata di oggi, sempre secondo quanto si apprende, sarebbe in programma una serie di incontri tecnici tra l’esecutivo e i sindacati.
Il ministro dell’Economia Padoa Schioppa si dichiara fiducioso nell’accordo e dice ”Ho molta fiducia che sia vicinissima l’occasione per un accordo straordinario”, al termine dell’incontro con le parti sociali sulle pensioni a Palazzo Chigi. “E’ evidente che il negoziato è un nodo che si stringe alla fine. Siamo alla fine e in questo momento la discussione si fa più serrata: non è un sintomo che le cose stanno andando male ma un sintomo che le cose vanno come devono andare. Credo che l’occasione non sarà mancata”.Il governo punta a un “ammorbidimento dello scalone” previsto dal 2008 dalla legge Maroni cercando di trovare risorse “all’interno del sistema” previdenziale.Lo ha detto il ministro del Lavoro, Damiano, al tavolo tra governo e parti sociali sulle pensioni. Dal 2008, ha annunciato il ministro, il meccanismo di indicizzazione delle pensioni sarà totale: passando dal 90% dell’indice di inflazione al 100%. Questa misura varrà per le pensioni che valgono da tre a cinque volte il minimo. Damiano ha poi dichiarato che a ottobre arriverà “l’una tantum” per l’aumento delle pensioni basse.
La Confindustria è “delusa” dall’andamento della trattativa su pensioni e mercato del lavoro perché è rimasto senza risposte il patto lanciato lo scorso settembre su competitività e crescita. Lo ha detto vicepresidente di Confindustria, Bombassei. “Spero che il fatto che manchi solo la cifra sul mercato del lavoro e competitività sia semplicemente una dimenticanza”. Per Bombassei c’è la sensazione che “l’elefante stia per partorire un topolino”.
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