Il ministro della Giustizia e leader dell’Udeur, Mastella, a proposito del Documento di programmazione economico-finanziaria afferma: “Se troviamo ascolto su Ici e sostegno alla famiglia bene è anche possibile che ci alziamo dal tavolo e ce ne andiamo dal Consiglio dei ministri. Non vorrei che il Dpef-aggiunge-risultasse una specie di partita tra rigoristi e antirigoristi”.”Nella vicenda sosterremo le nostre ragioni che riguardano il Paese rispetto al quale si è creata evidentemente una frattura”.
Schifani (Fi), sul tema delle pensioni dice:”Loro litigano e gli italiani pagano. Lo scontro tra le due fazioni contrapposte dell’Unione, che ha raggiunto in questi giorni un livello da resa dei conti, avrà ripercussioni ancora una volta sulle tasche dei cittadini”. Secondo Gasparri (An):”Le spaccature sulle pensioni mettono il governo in ginocchio. I ministri pensano più alle urne e alle piazze vuote che alle riforme”. Maroni (Lega): “Spettacolo indecente e senza precedenti”. Cesa (Udc): “Il governo è paralizzato dalla demagogia della sinistra estrema”.Rotondi(DcA): “I massimalisti della maggioranza hanno portato il governo ad una situazione di stallo”
Restano le tensioni nella maggioranza sulle pensioni, con la sinistra radicale che mantiene le posizioni. Bonelli (Verdi) avverte: “E’ necessario dare una svolta economica e sociale, parlare al Paese senza fare a gara a chi è più rigorista, altrimenti il governo e l’Unione perderanno altri consensi”. E Rizzo (Pdci): “E’ l’ora della verità, o il governo sta con i banchieri o sta con i lavoratori e i pensionati” ma “non ci possono essere mezze misure”. Salvi (Sd): crisi di consenso nasce da “tradimento” del programma.
Sulle pensioni “l’accordo è a portata di mano. Sullo scalone adotteremo gradualità sia per la sostenibilità dei conti sia per la salvaguardia delle future pensioni dei giovani”. Lo afferma il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Letta, a margine della Festa della Cisl, dicendosi “molto ottimista” sulla possibilità di chiudere l’accordo con le parti sociali entro giugno sui temi oggetto della concertazione. “Bisogna fare di tutto per smussare gli spigoli e per fare un passo avanti per chiudere l’accordo. Vogliamo dare risposte - assicura Letta - ai pensionati di oggi e a quelli di domani”.
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