Caso Priebke: Ma nessuno prova vergogna? MONTEZEMOLO: NON CE L’HO CON IL GOVERNO
Giu 22

Nulla da dire  in riferimento alle doglianze degli “intoccabili” olocaustici. Fanno il loro dovere di arroganti con licenza come lo hanno fatto recentemente a Teramo e a inizio agosto del 1996 quando imposero che Erich Priebke venisse “riarrestato”. E nulla da aggiungere a quanto notoriamente riguarda la vicenda giudiziaria che ha interessato l’ex capitano delle SS. Cosa volete che sia un sequestro-estradizione dall’Argentina di un “rapendo” (per dirla con Kossiga) o l’incriminazione per reati non commessi stando al Codice Militare di Guerra ed alle tante Convenzioni Internazionali che regolano il diritto alla  rappresaglia? Legge vuole che i vinti debbano essere incriminati, processati e condannati. Possibilmente giustiziati. Come è avvenuto a Norimberga e a Bagdad.

Naturalmente gli esportatori americani, inglesi ed israeliani di libertà sono quelli che si arrogano il diritto di trasformarsi in giustizieri. E lo fanno contro i “popoli canaglia” in Irak, in Afghanistan, in Palestina, in Libano. Come ieri lo fecero in Kossovo, nella Terra dei Merli sacra al popolo serbo. E come vorrebbero fare in Iran…Uranio impoverito e bombe a deframmentazione, fosforo bianco ed eliminazioni mirate. Ed interminabili scie di “danni collaterali” con centinaia di migliaia di vittime civili sacrificate sull’altare della Democrazia.

Erich Priebke, dunque. Un vinto cui non si perdona perché non ha chiesto perdono. E perchè la sua innaturata fierezza viene scambiata per alterigia e disprezzo. Certo, oggi la dignità anche estetica non è consentita dai camerieri. E dài, allora, a ribellarsi contro l’ordinanza del Tribunale militare di Roma che ha concesso al vecchio soldato il “lavoro esterno”, quello che i Tribunali civili assegnano regolarmente – per buona condotta – anche agli ergastolani.

E poi tutto secondo copione. Veltroni fa oscurare il Colosseo, proprio come lo fece Rutelli nel ’96 alla notizia della scarcerazione – poi notoriamente annullata – del “criminale”.  E gli “intoccabili” occupano la piazza e impongono al giudice militare di revocare l’ordinanza. E costui vilmente lo fa prendendo a pretesto un risibile cavillo.

Tacciano i sinistri e destri camerieri di statunitensi e di sionisti. Taccia l’improponibile, mancato militare Parisi. Ma Taccia, soprattutto, l’impresentabile trasmigratore ceppalonico Clemente Mastella: ma  che cosa mai può sostenere costui   parlando di Giustizia? Lo scandalo non è rappresentato dal lavoro esterno di un uomo di 94 anni sradicato da troppo tempo e per vendetta alla sua Comunità. Lo scandalo sono loro che cercano da buoni servi di superar in sdegno quelli del pianto che paga.

Paolo Signorelli

TRADUCI: bandiera americana

One Response to “Priebke: QUALE SCANDALO?”

  1. fabrizio Says:

    fortunatamente che ci sono i ragazzi della comunita ebraica romana.se cè un giudice che concede a quella persona dei pemessi,ci devono essere persone che combattono a questo scandalo.vi ricordo che questo nazista non ha chiesto scusa.(cosa molto imporattante)ha messo a letto suoi figli per 50 anni.scandaloso che puo avere pemessi

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