Temo che, per la “destra”, siano tempi bui. Troppi partitini a rivendicarne la rappresentanza: AN (di Fini), la “Destra” (di Storace), Azione Sociale (di Alessandra Mussolini), il MSFT (di Romagnoli), il MIS (di Rauti), Forza Nuova (di Fiore), il Fronte Sociale Nazionale (di Tilgher) e…. potrei continuare.Condivido anche il rimpianto verso il Movimento Sociale Italiano. Purché si abbia il coraggio intellettuale di ammettere che, dentro il MSI, nacquero e crebbero quei virus che ne determinarono la morte. Mi spiego. Il MSI nasceva dopo una sconfitta militare. E, al suo nascere, si diede per missione di guardare al “FASCISMO”, come ad un momento della storia patria: “senza restaurare e senza rinnegare”. Sarebbe stato necessario, dunque, dar vita ad una qualche “scuola di partito” che studiasse il fascismo e ne sceverasse i lati positivi, i problematici e, perfino, i negativi.
Niente di tutto questo. Si fece, invece, la politica del “giorno per giorno”, immersi nella cronaca, che altri determinava e che noi potevamo solo contrastare. Finì, dunque, che si perse il senso della missione: studiare il fascismo non per restaurarlo ma per rivendicarne la parte positiva. E ci si avviò verso una notte buia nella quale “tutti i gatti erano bigi”. Ad un punto tale che, morti Almirante e Romualdi, la maggioranza dei missini preferì eleggere alla Segreteria Fini (un giovanotto che aveva l’unico merito di essere telegenico) a Rauti (un vecchio intellettuale che sul fascismo aveva scritto molto e qualcosa se ne intendeva).
C’è da meravigliarsi se poi Fini, telegenico ma ignorante, ripudiò il Fascismo? E dichiarò che il “Fascismo era il male assoluto”?
La volpe della vecchia favola, nel vedere una maschera teatrale, ebbe a dire: “che bella faccia, peccato che non ha un cervello”. I missini degli anni ’90, invece, invitati a scegliere tra la “faccia” e il “cervello”, scelsero la faccia. Cominciò allora la “confusione delle lingue”. Ed una serie ininterrotta di scissioni.
TRADUCI: