Giornata nera per l’Unione in Senato, giovedì 25 ottobre. Il centrosinistra è stato battuto sette volte in Aula durante l’esame del decreto collegato alla Finanziaria: l’ultima, a tarda notte, su un emendamento dell�ex Pdci Fernando Rossi che raddoppia il bonus per gli incapienti, portandolo da 150 a 300 euro, con un costo di 5 miliardi di euro. Poi il dl sulla Finanziaria è stato approvato. Il premier striglia gli alleati governo Prodi è passato al Senato il decreto collegato alla finanziaria con 158 si e 155 no. Ma ieri è stata una giornata nera per il centrosinistra che è stato battuto sette volte in aula: l’ultima sconfitta, a tarda notte, su un emendamento dell’ex Pdci Fernando Rossi che raddoppia il bonus per gli incapienti, portandolo da 150 a 300 euro, con un costo di 5 miliardi di euro. L’emendamento è stato votato, oltre che dai senatori del centrodestra, anche dall’altro dissidente della sinistra radicale Franco Turigliatto. Determinanti i due senatori della sinistra, che hanno portato i si a quota 157; i no si sono fermati a 155.
Il presidente del Consiglio Romano Prodi, di fronte all’ennesima dimostrazione di divisione e frammentazione della coalizione al Senato sulla finanziaria, decide di alzare i toni chiedendo con fermezza agli alleati di rispettare gli impegni presi davanti ai cittadini “è giunto il momento che tutte le forze politiche della maggioranza dicano chiaramente se intendono continuare a sostenere il governo o se vogliono invece far prevalere gli interessi di parte su quelli del Paese”.
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