Mercoledì 1 Agosto è stata pubblicata la lettera scritta a nome dell’Iran dall’ambasciatore all’Onu Mohammad Khazai, indirizzata al segretario generale Ban Ki Moon. La lettera denuncia le azioni giornaliere del regime sionista contro la popolazione palestinese e ricorda che queste azioni sono da considerarsi crimini contro l’umanità. Come spiega la lettera, senza precedenti per il suo contenuto estremamente chiaro ed inequivocabile, da più di mezzo secolo i sionisti hanno dichiarato la fondazione di uno stato illegale e da allora hanno ucciso migliaia di persone, hanno distrutto interi territori, hanno costretto milioni di palestinesi alla fuga ed hanno ridotto alla prigionia un popolo libero. Ed ogni giorno un’altro crimine si aggiunge a quelli del passato. Dinanzi a questo incubo che pare non termini più, non è stato fatto niente per due principali motivi. Il primo motivo è che i sionisti si sono sempre nascosti vigliaccamente dietro il problema dell’antisemitismo ed hanno accusato di antisemitismo tutte le voci coscienti che in questi anni hanno denunciato i crimini contro i palestinesi. Il secondo motivo è il sostegno cieco degli Stati Uniti al Regime di TelAviv che di fatto blocca pure la volontà esistente in seno all’Onu di condannare le malefatte di Israele. Purtroppo questa condizione di impotenza nel condannare Israele, spiega la lettera scritta da Khazai, ha fatto sì che i sionisti possano operare come vogliano ed agire persino nelle maniere più disumane ed impensabili nei confronti dei civili palestinesi. La lettera dell’Iran all’Onu si conclude con una domanda. Se distruggere le case e i campi, murare la gente in dei ghetti, chiudere i passaggi per far morire di fame le persone, interrompere i rifornimenti di medicine verso le zone abitate e torturare le persone non sono crimini contro l’umanità allora che l’Occidente, in primis gli Stati Uniti e le Nazioni Unite spieghino pure come si devono chiamare d’ora in poi queste azioni.
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