Il Senato schiaffeggia Prodi Per il governo Prodi 7 avvisi di sfratto
Ott 26

Nonostante la maggioranza sia in crescente difficoltà e il centrodestra chieda con sempre più forza che si vada al voto prima possibile, Napolitano insiste sulle riforme, a cominciare da quella elettorale, da fare prima delle elezioni. Ma la sua voce cade nel vuoto. Quanto è successo l’altro ieri in Aula alla Camera con la riforma costituzionale che si è impantanata, la dice lunga sul clima politico. La Cdl sente di avere il vento in poppa con i sondaggi che la danno superfavorita e non ha quindi nessun interesse a affrontare una logorante stagione di riforme istituzionali che allontanerebbero la data delle elezioni. Così Berlusconi ha risposto al presidente della Repubblica con un secco no. «Non c’è modo - ha detto - e spazio per collaborare con questa sinistra sulle riforme». Napolitano ha rilanciato l’invito al dialogo davanti ai Cavalieri del Lavoro. È tornato a chiedere «una maggiore concentrazione» e più determinazione a trovare una soluzione «attraverso le indispensabili intese». A chi preme per andare subito al votro, Napolitano manda a dire che anche con un nuovo Parlamento, ci sarebbero gli stessi problemi di «governabilità» senza «equilibrati punti di riferimento» alle prese con «l’effetto negativo di esasperate forme di spettacolarizzazione e di contrapposizione politica». Napolitano fa anche capire che con le sue affermazioni non intende aiutare uno schieramento, o come il centrodestra gli rimprovera, di allungare la vita di una legislatura ormai morta. Napolitano sottolinea che è mosso solo «dall’impegno di favorire l’affermazione di un clima più propizio per la soluzione dei problemi». Napolitano una puntura l’ha riservata anche a quei ministri che hanno polemizzato con l’Fmi e il Governatore Mario Draghi sul ridimensionamento delle previsioni di crescita economica. «Le diversità di giudizio che si esprimono in sedi internazionali devono essere considerate legittime e fisiologiche perchè lo scenario mondiale ha notevoli incertezze». L’appello al dialogo però per il centrodestra non porta da nessuna parte. Berlusconi è chiaro: «Con questa sinistra, con i risultati che conosciamo tutti l’unica strada possibile è che il governo dia le dimissioni e che si torni alle urne a sentire i cittadini». Il Cavaliere con i sondaggi alla mano insiste che «non si può governare quando otto cittadini su dieci non vogliono questo governo». Ed il suo è un no secco anche all’ipotesi di un governo istituzionale per fare le riforme come vorrebbe Bertinotti. Al Cav si è aggiunto il suo portavoce Paolo Bonaiuti: «Anche con l’attuale legge elettorale, come dimostrano tutti i sondaggi, il centrodestra avrebbe un numero di senatori sufficienti a rendere sicura la maggioranza». In serata Palazzo Chigi ha rilanciato le dichiarazioni di Napolitano: «L’appello del Capo dello Stato dovrebbe essere ascoltato da tutti. Ci dispiace che le parole del presidente non siano condivise da tutti».

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