In Italia crescita dei tumori a livello di epidemia! 11 settembre: che fine hanno fatto i passeggeri ?
Mag 30

Il “Corriere dellaSera” è il più venduto e il più prestigioso quotidiano italiano. E Angelo Panebianco, uno dei suoi redattori, è un bravo giornalista. Oggi Panebianco scrive (e il “Corriere” pubblica) un lungo articolo che mi convince. Ma solo parzialmente. Dirò delle cose che mi convincono. Poi sottoporrò qualche mia idea. Panebianco parte dalle critiche che, recentemente,Luca Cordero di Montezemolo, Presidente di Confindustria, rivolge alla politica e alla classe dirigente di questo paese. Ed osserva che molti politici hanno reagito alla bordata di critiche, ma nessuno ha d i m o s t r a t o l’infondatezza delle critiche.Vero. Solo c’è da chiedersi: in questo dopoguerra “classe politica” e “classe imprenditoriale” sono state due organismi separati oppure due vasi comunicanti? E con interscambio di favori e di prebende? Osserva poi Panebianco che la democrazia può entrare in crisi e macerarsi nella crisi senza trovare soluzione ai suoi problemi di cattivo funzionamento. Al punto di trascinare il paese alla rovina. Aggiunge che la democrazia, per cambiare, ha bisogno di un qualche trauma. E Panebianco, giustamente, rammenta lo sconquasso degli anni ’90, dopo la implosione dell’Unione Sovietica e le inchieste di “Mani pulite”. Osserva che, in quegli anni, ci fu un rivolgimento. Ma nessun legislatore della statura di un De Gaulle. E pertanto la Seconda Repubblica ha ereditato I difetti della prima. Osserva anche che Berlusconi “promise le riforme liberali”, ma non mantenne le promesse. Ma a questo punto, per continuare a sostenere certe sue tesi di cui dirò, Panebianco trascura che certe riforme costituzionali, varate dal centrodestra, sono state bocciate da un referendum popolare. Referendum in cui il centrosinistra si mobilitò massicciamente proponendo l’abrogazione. E questo è il primo punto dolente. Panebianco propone: “Nella classe politica, a sinistra e a destra, ci sono diverse personalità di prim’ordine. Esse ingiustamente patiscono del discredito in cui è caduta la politica. Nessuna di loro, singolarmente, può fare nulla per risolvere la crisi. Ma è forse tempo che i migliori delle due parti si siedano intorno ad un tavolo per tentare di capire che cosa è umanamente possibile fare al fine di bloccare il degrado della democrazia italiana”. E non si avvede che questa è una sua pia illusione: centrodestra e centrosinistra si sono impantanati in un gioco di reciproca delegittimazione. E ciò che, di buono, fanno gli uni viene disfatto dagli altri. E viceversa. Ne volete un esempio? Dopo anni di studio erano state preventivate ed appaltate opere pubbliche per migliaia di miliardi. Tra le quali alcune opere grandiose, quale il Ponte sullo Stretto di Messina e alcune tratte ferroviarie tra Milano e Genova. Tali opere, sono state improvvisamente bloccate, malgrado in anni precedenti fossero state promesse e prospettate dal centrosinistra. E su questo ci sono in corso furibonde polemiche.Io ho, nel merito, una ipotesi peregrina: quando si affidano lavori così ingenti “politici” ed “imprenditori” si stringono la mano. E, poiché per quei lavori, a stringere la mano erano stati politici di destra, era giusto che i politici di sinistra li bocciassero. Ecco: è una pura, semplice e disinteressata stretta di mano a fare la differenza. E se proprio volete parlare di “bande”, chiarite che vi riferite a “bande musicali”. Niente a che vedere con la “banda Bassotti”. In questo contesto meraviglia che Panebianco proponga “l’incontro attorno ad un tavolo” dei “migliori dei due schieramenti”. Anche perché…. Anche perché dubito che ci siano in giro “migliori”. In giro io vedo solo “peggiori”. Per spiegarvi il mio punto di visto parto da lontano. Ecco: io chiamo “fratelli” sia quei fascisti che, nel 1943, si arruolarono nella RSI sia quei partigiani che andarono in montagna. Lo Stato italiano si era liquefatto, il Re e il Governo Badoglio erano fuggiti da Roma senza dare ordini chiari e precisi. Come condannare i miei connazionali se hanno seguito le loro idee e le circostanze? Similmente io chiamo “fratelli” quei giovani che, in questo tormentato lungo dopoguerra, hanno manifestato per la “liberazione” oppure hanno detto, scritto e gridato che “nel 25 Aprile non c’è nulla da festeggiare”. E torno agli anni ’90, fornendone una versione un poco diversa da quella fornita da Panebianco. Il rivolgimento di quegli anni è dovuto a “Mani pulite”. E alla piazza. Nelle piazze, comunisti, leghisti emissini si mobilitarono per denunciare le “ruberie del regime”. E vinsero. Fu una svolta. Ed elementi del PCI/DS/ PDS, della Lega Nord e del MSI-DN si affacciarono alla vita politica. Ed appresero quello che stava nascosto nei palazzi: eravamo una colonia agli ordini di USA/Israel. Data da quegli anni la corsa delle “destre” e delle “sinistre” per accreditarsi presso le ambasciate di USA ed Israele. Perché tutti, proprio tutti, tra la via della “denuncia” e la via della “acquiescenza” scelsero la via più facile e più breve. In questo contesto, parlare di “migliori” è sintomo di miopia. O, forse, di perfidia. Se le cose stanno così, e purtroppo stanno così, di che cosa vanno cianciando Panebianco e il “Corriere”? Fare incontrare i “migliori” del centrodestra e del centrosinistra? E dove farli incontrare? Attorno alla mangiatoia? Possibile che non si avvedano, nel centrodestra e nel centrosinistra, che è un delitto tenere i nostri soldati in Afganistan a combattere le guerre americane, mentre gli Yankes oziano nelle 113 basi USA disseminate nel territorio italiano? Possibile che non vedano e non capiscono che siamo una colonia di USA/Israel? Mi nasce il sospetto che Panebianco e il“Corriere” non offrano la soluzione del problema. Ma siano, anch’essi,parte del problema.

TRADUCI: bandiera americana

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