Massimo D’ Alema ha strappato ieri alla Festa dell’ Unità di Pistoia un altro dei suoi fumogeni rosa. “ Sarebbe sbagliato - ha detto il Ministro degli Esteri - regalare ad Al Qaeda movimenti come Hamas ed Hezbollah “.
Una dichiarazione a orologeria che ricalca gli allarmi lanciati da Olmert e pappagallati da Abu Mazen, finalizzata a sollecitare qualche indignata reazione nel teatrino degli opposti estremisti che si trasformano, come ormai d’abitudine, in convergenze parallele.
Gli ha risposto Gianfranco Fini, il maiale di Via della Scrofa, che ha bollato l’uscita del Vicepresidente del Consiglio come “ gravissima perché il gruppo ( senza nominarlo ) non ripudia il terrorismo e si rifiuta di riconoscere Israele “.
L’uscita di D’Alema è servita all’ inviato di Repubblica Alberto Stabile per fare, in tempo reale, a Ismail Haniyeh a Gaza, nel corso di un intervista questa domanda :
Il Ministro degli Esteri Massimo D’Alema ha messo in guardia l’ Occidente dal “ regalare a Al Qaeda un movimento come Hamas “. Al Qaeda è già quì ?
Ecco la risposta ( irridente e insieme accusatoria ) del Primo Ministro Palestinese contro il Titolare della Farnesina e Palazzo Ghigi :
Prima di tutto mi lasci dire che apprezziamo la posizione del Governo Italiano di aprire un dialogo con Hamas. Il pericolo di un infiltrazione di Al Qaeda è una manovra che viene da Ramallah allo scopo di provocare la comunità internazionale contro una parte del popolo palestinese .
Insomma D’Alema per Haniyeh è, per bene che gli vada, solo il canarino di Abu Mazen.
Un giudizio, come si vede, molto, molto, duro che non lascia scampo alle “ aperture “ lanciate dal Baffo di Gallipoli.
TRADUCI: