Eternit: la fabbrica degli orrori.
Ufficialmente sono 2000 i dipendenti morti: ma la stima non tiene conto delle morti indirette.
Tutte le vittime che per anni sono state costrette a vivere a stretto contatto con l'amianto: materia prima della fabbrica Eternit.
Vittime che non lavoravano in quei stanzoni: dove la polvere carica di amianto li avvolgeva e a
tratti gli impediva di riconoscersi pur stando a pochi centimetri di lontananza: come trovandosi nel banco di nebbia più fitto della Padania.
Vittime che vivevano e abitavano in quei borghi: accecati dall'oro che dalla fabbrica sembrava, inizialmente, evaporare.
Eternit, portava lavoro, la vita: ma come una bolla è scoppiata, mostrando la sua vera faccia.
La morte.
Una tremenda morte.
Una sentenza inclemente sotto forma di diagnosi: mesotelioma.
Un cancro mortale e dalla durata breve; circa un anno.
Oggi la procura di Torino ha chiesto il rinvio a giudizio per i vertici della Eternit, la multinazionale svizzera del cemento accusata di essere responsabile della morte di duemila dipendenti venuti a contatto con l'amianto nelle quattro sedi italiane. Ai due boss dell'azienda, Stephan Schmidheiny e Jean Louis Marie Ghislain De Cartier, sono contestati i reati di disastro doloso e omissione volontaria di cautele contro le malattie professionali.
Forse una vittoria o un barlume d'essa.
Fatto sta, che ancora oggi possiamo rinvenire nelle nostre città tracce di materiale Eternit.
Come è accaduto ad alcuni operatori della Protezione Civile di Boscotrecase che allertati da un genitore hanno rilevato la presenza di materiale Eternit nel plesso della scuola elementare.
Allertando gli organi competenti è stato rimosso il materiale cancerogeno.
Chissà dove lo porteranno: speriamo venga trattato come norma provvede.
Ma questa è tutt'altra faccenda.
Una tragedia che stenta a trovare la parola fine.
Per questo invito ogni singolo comune italiano ad attivare la propria polizia locale, la propria Protezione Civile a perlustrare soprattutto i canali fluviali.
Sembra, l'argomento, dover trovare riposo eterno nelle nostre memorie, ma è solo una altra illusione.
Si succedono i fatti di cronaca: saltando da storia a contemporaneità.
Son troppe le cose da sapere, da controllare, da aggiustare.
Accade sempre così quando si ha il vizio d'accantonare le cose urgenti, quando nessuno non lavora secondo coscienza.
Vittime, tutte vittime di una Italia da derattizzare: a partire dalle nostre case.
In tutto questo, quel che più di tutto preme il nostro Presidente del Consiglio è d'invitare i propri lettori a comprare azioni Enel o Eni.
Provo profonda pena verso la mia vita e la vita di tutti noi, una pena che a stento trattiene una cieca rabbia verso l'insensibilità di una classe politica troppo affaccendata nelle proprie private faccende per occuparsi di noi.
È vero, ci avviciniamo alla quarta settimana: molti di noi son troppo impegnati a piangere ripiegati su stessi.
Spero che anche le loro pene diventino rabbia.
Una rabbia capace di provocare un'azione di massa, una reazione a catena, un nuovo subbuglio epocale.
Perchè....dopo la tempesta e solo dopo la tempesta si può rivedere il sole...
TRADUCI: