Veltroni: insulti di Berlusconi sono inquietanti La strategia vincente di Silvio Berlusoni
Apr 12

Scatta la sindrome “voto nullo”. Anche gli elettori più esperti, visto il pasticcio made in Viminale sulle schede elettorali, rischiano di non riuscire a manifestare correttamente la propria preferenza politica dentro la cabina elettorale. Per le due principali coalizioni (Pd-Idv, Pdl-Lega al Nord e Pdl-Mpa al Sud) c’è il pericolo concreto di essere privati di voti validi. Il perché è presto detto: i simboli di tutti i partiti sulla scheda sono molto ravvicinati.Quelli delle coalizioni (Pdl e Lega-Mpa, ma anche quelli di Veltroni e Di Pietro) sono praticamente attaccati. Per cui l’elettore dovrà apporre una croce sul «suo» partito senza sfiorare il simbolo che gli è vicino. Fosse pure quello di un movimento politico alleato (vedi esempio 1). Se così non fosse (vedi esempio 2) il voto potrebbe essere considerato nullo. Secondo alcune indiscrezioni, in queste ore ci sarebbe un accordo bipartisan tra forze politiche e ministero dell’Interno per riuscire a proteggere comunque la volontà dell’elettore, come prevede la legge. Meglio però non correre rischi.

Affinché il voto sia perfettamente valido, giova ricordarlo, non bisogna scrivere nient’altro che la croce sul simbolo. Qualsiasi altro segno messo per sbaglio (vedi esempio 6) rende automaticamente nulla la scheda. I più esposti a questo rischio sono gli elettori che avranno in mano più schede, come i cittadini di Roma che voteranno per Municipio (scheda grigia), Comune (azzurra), Provincia (verde), Camera (rosa) e Senato (gialla). Meglio aprirle una alla volta (mai sovrapporle) e perdere qualche secondo anziché qualche voto.

Sulle schede di Camera e Senato la croce dev’essere una sola e deve essere scritta solo ed esclusivamente dentro il quadrato che contiene il simbolo prescelto, pena nullità (vedi esempi 3 e 4). Qualsiasi scritta sulla scheda (fosse anche il nome di uno dei candidati premier, vedi esempio 5) compromette la validità del voto.

Chi non volesse esprimere preferenze per nessuno dei partiti ha, come sempre, due possibilità: scheda nulla o scheda bianca. Come abbiamo visto, chi vuole annullare la scheda (vedi esempio 10) ha mille e una opzioni. Lasciare la scheda bianca (esempio 7), invece, significa correre il rischio che qualche «manina» in fase di spoglio la trasformi in voto a proprio uso e consumo.

Non è consentito assolutamente manifestare le proprie idee politiche al seggio, pena la nullità del voto (esempio 9), né tantomeno portare dentro la cabina telefonini o macchine fotografiche (esempio 8). In questo caso l’elettore rischia una denuncia penale, non l’annullamento del voto.

TRADUCI: bandiera americana

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