Nel sommario dell’ Ansa c’era un titoletto che attirava di colpo l’attenzione. D’ALEMA FINANZIA STRADA IN AFGHANISTAN. Proprio così. Tutto in maiuscolo come lo abbiamo scritto. Lì per lì siamo rimasti interdetti.
Frazioni di secondo. Sapevamo che Gino Strada era in Sudan nel suo nuovo centro di cardiochirurgia infantile e il personale di Emergency rientrato in Italia o trasferito in altre strutture sanitarie dell’ ONG, che Hanefy era sparito nelle carceri di Karzai e tutto il resto.
Abbiamo cliccato sul titolone e risolto alla svelta il mistero. Un redattore birichino dell’agenzia aveva giocato con molta arguzia sull’accostamento tra l’ex del movimento studentesco alla statale di Milano e un’altra delle iniziative, costosissime, prese dal baffo di Gallipoli quando è in trasferta estera.
Il Vicepresidente del Consiglio ha fatto un altro costosissimo regalo al Sindaco di Kabul.
Dopo aver promesso qualche giorno prima a Gheddafy una rotabile litoranea da 600 milioni di euro ha fatto dono al Presidente dell’ Afghanistan di una superstrada nuova di zecca tra la capitale e il centro regionale di Bamyan. Costo stimato 60 milioni di euro.
Per quanto ci sforziamo, via, via, di mettere nero su bianco quanto costano alla collettività le “ iniziative “ del Vice-Presidente del Consiglio ammettiamo di avere qualche difficoltà ad aggiornare, di volta in volta, l’elenco spese della Farnesina.
Al colonnello della rivoluzione ( verde) , ultraschifato dal colonialismo italiano costruiremo e consegneremo, chiavi in mano, una nuova Balbia per la tacitare la zolfa che va avanti dal ’79 : la riparazione dei ( presunti ) danni di guerra che l’ Italia ha inflitto alla Libia.
Al Consigliere di Cheney, invece, regaleremo un nastro d’asfalto tirato a lucido per spostare nel nord-est del Paese delle Montagne convogli e blindati di Enduring Freedom perché facciano fuori, bene e alla svelta, qualche centinaio in più di pathsum. E se nel mazzo ci capitano anche donne, anziani e bambini poco male.
La nota delle uscite riguarda gli ultimi 15 giorni, prima di Sharm El Shehik.
Il vice-presidente del consiglio garantirà, dagli sbancamenti ai viadotti sopraelevati, che le opere nella Jamairihia e nel Paese delle Montagne sia consegnate in conformità agli standard di sicurezza internazionali.
In poco più di un anno, l’ Italietta ha abbonato, donato, elargito e finanziato segretari generali monarchi, presidenti e primi ministri per qualcosa come 7 miliardi di dollari e assunto oneri di spesa di 1 miliardo 235 milioni di euro, ogni 6 mesi, per approvvigionare, irrobustire e garantire la sicurezza dei contingenti italiani all’estero.
Paghiamo, e salato, per l’ Onu, continuiamo a pagare per l’ Iraq e l’ Afghanistan, paghiamo per il Libano, paghiamo a giro per il mondo, per questo e quello, senza ripensamenti, senza stop, senza un briciolo di pudore. Anzi.
Sembra proprio che a Palazzo Chigi si abbia tutta l’intenzione di pigiare sull’accelleratore. Intanto in Campania si viaggia a senso unico per la spazzatura che invade le carreggiate.
All’ Umberto I° i Nas hanno sigillato la chirurghia d’urgenza e i sottopassaggi per gravi carenze igieniche. Al peggio non c’è mai fine.
Ordinarietà. Cronaca di ieri, di oggi e di domani. Uno stillicidio senza fine. Un passo alla volta verso il baratro.
Il valdese Ferrero di Rifondazione-Rosa intanto imita i Carabinieri chiudendo i Centri di Prima Accoglienza. Gay alla Vendola e Gay con l’abito talare nelle inchieste della BBC.
E’ arrivato il momento di sapere perché si spende e si spande senza freno e cosa dovrebbe dovrebbe tornare indietro da questo fiume di ricchezza che esce dalle casse del Paese e dalle tasche degli italiani.
Perché Giovanni Masotti da Londra continua a farci sapere cosa succede al “ principino “ Herry e chiederci se Daniela Vergara agguanta i soliti principeschi benefit mensili per far sentire alla gente, una volta ogni 30-60 giorni, la sua inconfondibile voce nei Tg.
Per illustrarci le “ accorate “ preoccupazioni del Quirinale per la legione di lavoratori, precari e no, che muore ammazzata nelle fabbriche e nei cantieri edili.
Mauro Mazza del TG 2, squadra di Alleanza Nazionale, è sempre al suo posto. Forza Nuova folleggia a Piacenza con la Casa delle Libertà sventolando le insegne della militanza per la vittoria del centrodestra di Berlusconi, Fini e l’ UDC di Casini alle Amministrative.
UDC come segmento di quella Balena Bianca che ha assassinato la Famiglia.
E pensare che il modello educativo che arriva alla gente dalle TV di Arcore è una gran merda.
Vogliamo sapere cosa fanno decine di migliaia di boiardi di stato e codazzi di mangiapaneauffo.
Perché ci sono 435.000 vetture blù, rigorosamente di lusso, lustratissime, a giro per farci mettere le chiappe a una manica di profittatori e di pregiudicati per la bazzecola di tutto compreso di 3.3 miliardi di euro.
La percezione è che a Viale Mazzini diano un po’ di spazio al talento della Gabanelli per non perdere qualche nicchia di ascolto. Report come valvola di sfogo per smontare una protesta sorda e profonda. Cloroformiffata. Incapace di uscire allo scoperto con genuinità, con forza al di là degli schemi putrescenti di un sistema mafioso-parlamentare sniffato.
Vorremmo poter sapere perché nelle 1.040 stanze, nei 60 saloni di rappresentanza del Colle prolifica una foltissima colonia di parassiti abbarbicati come pidocchi alla criniera dei Poteri Forti.
Si sciopera alla Banca d’ Italia.
Al Quirinale non si registra dal 1948 un solo infortunio sul lavoro ma un impressionante crescita di costi per la gestione ordinaria e straordinaria che ha raggiunto i 635 milioni di euro per cavalli, corazzieri, funzionari e valletti con tanto di collana di gran croce al collo.
Il resto che cè di malato, di marcio nel Paese tra privilegi, nepotismi, cooptazioni, arraffa-arraffa, family-day, Pionati, Bagnasco e Grillini, dico e non dico, è sotto gli occhi di tutti.
Evanescenze per abbindolare, per mettere sotto traccia la realtà.
Il Consorzio di Bonifica delle Colline Livornesi ha 1 Presidente, 23 Componenti nel Consiglio di Amministrazione e 8 dipendenti. In 5 si occupano della gestione amministrativa e dei tributi versati da 65.000 nuclei familiari per la cura degli argini, degli invasi e della stabilità idrogeologica del territorio. Il Consorzio incassa milioni di euro e ne spende il 25 % per retribuire generosamente il CdA e un altro 35 % se ne va in progetti e consulenze esterne. Il consiglio è per legge dello stato elettivo. Nel 2003, l’ultima volta, su 65.000 aventi diritto hanno votato in 600. Cerchia di partito e familiari
Il Palazzo scricchiola.
Sulle macerie dovrà essere sparso sale.
Sale a tonnellate, a montagne. Fino alla ricostruzione delle fondamenta.
Domani è sempre un altro giorno.
TRADUCI: