Giu 25

Non c’è stata nessuna marcia indietro da parte del premier Silvio Berlusconi che intende risolvere definitivamente il nodo giustizia. ll ministro della Giustizia, Angelino Alfano, ha confermato che il decreto di legge sull’immunità delle alte cariche dello Stato sarà presentato al Consiglio dei ministri di venerdì. E le aperture del Pd su questo provvedimento hanno fanno esplodere l’ira di Antonio Di Pietro verso gli alleati.

Martedì intanto il Senato ha approvato il decreto sicurezza con i due contestati emendamenti e in particolare con la norma che blocca i processi, fra cui uno in cui è coinvolto il premier. Insorge il centrosinistra: «Ci troviamo di fronte a un grave strappo».

Chiti si è detto favorevole all’immunità ma non ad personam: “Siamo disponibili a discutere di una norma che dia l’immunità e sospenda i processi per le più alte cariche dello Stato, come accade in altri paesi europei, ma a determinate condizioni e senza provvedimenti ad personam: deve essere una legge di rango costituzionale, un’immunità a cui si possa rinunciare, deve valere per un solo mandato ed è indispensabile prevedere la sospensione dei termini di prescrizione”. Si è espresso così il vice presidente del Senato ed ex ministro Vannino Chiti (Pd) negli studi di Uno Mattina in merito all’eventuale riproposizione del lodo Schifani da parte del Governo.

I due capisaldi del decreto sicurezza, appena licenziato dal Senato e che ora dovrà essere approvato dalla Camera, sono la sospensione dei processi per i reati meno gravi commessi fino al 30 giugno 2002 e priorità assoluta per quelli contro la grande criminalità. Via libera inoltre all’utilizzo di circa 3.000 militari per la vigilanza di obiettivi sensibili, pattugliamenti e perlustrazioni.

Riprendono nel pomeriggio intanto i lavori della sesta commissione del Consiglio superiore della magistratura, che lunedì ha cominciato a discutere del decreto sulla sicurezza e dell’emendamento che sospende i processi. Giovedì la commissione dovrebbe emettere il suo parere.

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Set 09

Una riforma del sistema elettorale è una esigenza reale, ma adottare “finalmente una buona legge elettorale non credo sia motivo per chiedere elezioni anticipate”, dice Prodi parlando alla Fiera del Levante a Bari. “Sono convinto -osserva il presidente del Consiglio- che l’Italia abbia capito che la continuità dell’azione di governo sia condizione indispensabile per affrontare i problemi. Quindi dobbiamo superare gli elementi di instabilità e frammentazione introdotti -nota- dall’ attuale legge elettorale”. Critica la CdL per “i reiterati condoni, le leggi ad personam e le esortazioni agli scioperi fiscali”.

“L’Italia s’è rimessa in moto. E’ uscita dall’emergenza finanziaria in cui si trovava”. Così il premier Prodi, alla Fiera del Levante di Bari. “L’anno scorso finiva una legislatura che ha visto il debito ricrescere dopo anni in cui c’era una riduzione, anni in cui c’è stato - ha detto Prodi - un aumento della spesa pubblica senza controllo, senza che i cittadini abbiano goduto di alcun beneficio”. Il Paese “è ripartito grazie alla capacità delle imprese” ma il merito, ha affermato, “è giusto attribuirlo anche al governo”. Poi:è il debito pubblico “l’aspetto più patologico dell’economia del Paese” e l’evasione è “vera emergenza nazionale”

 

BERLUSCONI: GOVERNO IMPLODERA’, POI VOTO: “Qualcosa mi dice che questa maggioranza imploderà presto. Dopo di che, noi dovremmo raccogliere i frutti del nostro lavoro con elezioni immediate”.Intervenendo alla scuola di formazione di Forza Italia, a Gubbio, il leader della opposizione Berlusconi ribadisce:”Credo che la prossima primavera si andrà alle elezioni. No a governo istituzionale”. Citando l’ultimo sondaggio di Euromedia Research, dice: “Il centrodestra è al 55,7% e il centrosinistra al 44,1%, con un Partito democratrico fermo al 27% e Forza Italia al 32,7%”. Sottolinea che il suo “sogno”, il suo “obiettivo” è un grande partito dei moderati (”Non può nascere senza Fi”) federato con la Lega

Il centrodestra critica il discorso di Prodi alla Fiera del Levante. “O Prodi dice delle balle o ha bisogno di riposo”, commenta Tremonti (Fi).”Prodi -nota- il 19 agosto ha detto che tutto va bene.Ieri ha detto che tutto va meglio. O sta raccontando balle oppure ci crede davvero e allora ha bisogno di riposo”. “Prodi -osserva Matteoli (An)- continua a non dire la verità: attribuisce alla legge elettorale l’instabilità del suo governo”. Maroni (Lega) dice: “La sinistra ancora non ha una posizione unitaria” sulla riforma elettorale, “è divisa su tutto”. Baccini (Udc) osserva:”Ma quale Finanziaria leggera, sarà una manovra di tasse”.

Set 08

A Montezemolo non piacciono le linee della Finanziaria che sta esaminando il governo. “Non si può fare la politica economica senza coraggiosi tagli alle spese improduttive e senza individuare le risorse per gli investimenti. Non mi pare che la Finanziaria e il Dpef vadano in questa direzione”, osserva il presidente della Confindustria. Montezemolo invita la maggioranza e l’ opposizione “ad evitare lo scontro” e a cercare “di dialogare per il bene comune”. Invita a riformare lo Stato, “una macchina pesante e complicata”. Chiede di tagliare i costi della pubblica amministrazione. Lo Stato “è una macchina a cui va sostituito il motore”

Set 03

Con questo breve intervento intendo affrontare la questione dei rigassificatori - che tanto, soprattutto a livello locale, fanno discutere - da un punto di vista che trascende le pur comprensibili preoccupazioni di carattere localistico e/o ambientalista che tale questione suscita.
Cominciamo col dire che questi rigassificatori servono a chi ci vuol vendere, trasportandolo via mare, gas allo stato liquido. E questo non è il caso né del gas che arriva dalla Russia né di quello che giunge dall’Algeria… Coi gasdotti, il gas arriva direttamente dagli Stati produttori (Algeria e Russia), le cui società sono a controllo pubblico. Per di più, la trasformazione, per pressione, allo stato liquido (nonché il trasporto via nave), impone un costo aggiuntivo, quindi quei rigassificatori di cui si parla - ed il cui elevato numero (17) configura un progetto vero e proprio - ci darebbero un gas oltretutto più caro.

Infatti, il gas naturale si estrae dal sottosuolo sfruttando la pressione stessa del giacimento: si “buca” il terreno che lo tiene rinchiuso e quello risale da sé ad una pressione tanto forte che viaggia dalla Russia ai fornelli di casa nostra senza bisogno di stazioni di pompaggio (quelle invece utilizzate dagli oleodotti). Sia la Russia che l’Algeria, disponendo di gasdotti che giungono fino in Europa, utilizzano questo sistema per trasportarlo. Siccome, però, posizionare un gasdotto sott’acqua è problematico (su scala marittima già ci si riesce, mentre su scala oceanica è ancora impossibile), è stato inventato anche il trasporto in forma liquida. Il gas naturale si può liquefare (GNL) con uno speciale trattamento che, tra le altre cose, prevede temperature bassissime. Il GNL si può poi trasportare con apposite navi-cisterna, ma il ricevente deve disporre d’un rigassificatore.
I rigassificatori sono da alcuni ritenuti pericolosi, perché il gas, passando dallo stato liquido a quello aeriforme, aumenta enormemente il proprio volume. Quel che è certo è che sono costosi, che è costoso il procedimento di trasformazione e che al mondo, per ora, ve ne sono pochissimi.
Chi nell’UE vuole costruirli lo fa in nome della famosa “differenziazione” delle fonti energetiche, cioè per dipendere un po’ meno dalla Russia (ed un po’ più dall’Egitto, che sarebbe il principale fornitore di GNL dell’Italia). Per di più, non si capisce perché il gas dovrebbe arrivare da Paesi lontani (si parla anche della Birmania) quando lo abbiamo molto più vicino. Inoltre, non convincono né la ricerca di una “diversificazione” della provenienza (la “concorrenza” non porta quasi mai risparmi ai consumatori) né la loro “convenienza” (una volta costruito un rigassificatore dicono che il gas costi di meno, anche se ho i miei dubbi considerati tutti i chilometri che farebbe via mare).
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Ago 13

“Basta con la politica dei piccoli aggiustamenti. Quella legge va cambiata e cambiata radicalmente”. Lo dice il segretario di Rifondazione comunista Franco Giordano, riferendosi alla Legge Biagi, in un’intervista al “Corriere della sera”. Altrimenti, aggiunge, Prc non voterà il protocollo sul welfare. “Epifani -aggiunge- ha firmato con riserva”. “Su questo terreno si è deciso di darla vinta a Confindustria”. “In Italia -continua Giordano- settori maggioritari del mondo del lavoro sono rimasti senza rappresentanza politica”. “La darà il grande soggetto plurale che sarà a manifestazione del 20 ottobre”.

Lug 21

“Penso che questa riforma sia un controsenso visto il continuo aumento della capacità di lavoro legato alle condizioni di migliore qualità della vita”. Lo dice il leader di Forza Italia, Berlusconi, sull’intesa sulle pensioni. “Ovviamente, facendo eccezione per i lavori usuranti”, ha aggiunto. “C’è da fare i conti con il rapporto tra il numero delle persone che lavorano e quelle che non lavorano e hanno la pensione”, ha concluso Berlusconi.

Lug 06

CdL ancora all’attacco sul problema pensioni. Cesa, leader dell’Udc, avverte:”La linea di Prodi porta dritto allo scontro con l’Ue e al collasso del sistema previdenziale. Appiattirsi sulla sinistra estrema non salverà Prodi perché né Padoa-Schioppa né Dini ingoieranno il rospo”. Per Bertolini(Fi),”Prodi è tragicomico, si è scavato la fossa da solo. Qualcuno gli dica di fare le valigie”. E l’onorevole Gasparri di An dice:”Prodi ingrana la prima ma fa retronarcia. La maggioranza ponga fine a questa agonia”. Netto Rotondi (DcA) conferma ” maggioranza divisa, la riforma non passerà”.

Giu 27

Il confronto sulle pensioni tra governo e sindacati si è interrotto nella nottata con un nulla di fatto. Non è stata fissata per ora un’altra convocazione. Per i sindacati è completa rottura sullo scalone e coefficienti dove non si riesce a raggiungere un accordo. La rottura è avvenuta sulla richiesta di Cgil, Cisl e Uil di introdurre gli incentivi sull’ aumento dell’età per la pensione di anzianità oltre i 57 anni. Il governo, sempre secondo fonti sindacali,pur actettando gli incentivi,ma a partire dai 58 anni,avrebbe chiesto la disponibilità ad ulteriori aumenti dell’età pensionabile. La trattativa è stata interrotta dopo oltre dieci ore.

Il leader della Uil, Angeletti, lasciando Palazzo Chigi nella notte, dove era in corso la non stop con il governo sulle pensioni.dice: “Abbiamo rotto. Non c’è accordo. Io sto andando a casa e per domani non sono previsti appuntamenti”.  ”E’ stato un nulla di fatto” spiega Morena Piccinini, segretaria confederale della Cgil. Più morbido il commento della Cisl, espresso dal segretario confederale Pierpaolo Baretta: “Non drammatizzarei,aspettiamo la mattinata e una convocazione e riprenderemo il confronto”.

Giu 26

Da settembre saranno aumentati gli assegni minimi. Aumenti per due milioni di pensionati. La proposta allo studio del governo: un «anticipo» di circa 250 euro a settembre e, dal 2008 un aumento a regime di 40 euro al mese, con una rivalutazione annuale delle pensioni. Oggi l’incontro con il sindacato. Si parla di addolcire lo «scalone» attraverso sistemi di scalini e quote

L’ammorbidimento dello scalone pensionistico troverà una sua copertura finanziaria, oltre i 2,5 miliardi previsti, tramite il riordino del sistema previdenziale. È questa la strada che il governo intende seguire per superare la rigidità della riforma Maroni sull’ età pensionabile mentre si va tecnicamente definendo l’intervento sulle pensioni basse. Gli aumenti riguarderanno una platea di 2-2,5 milioni di persone: una prima tranche, una specie di una tantum da 250 euro, potrebbe essere corrisposta già in autunno, perchè gli aumenti veri e propri scatteranno dal 2008: 40 euro al mese più una rivalutazione annuale delle pensioni. E ciò anche in considerazione del fatto che le misure che riguardano le pensioni – scalone compreso – saranno inserite nel Dpef che, secondo i piani dell’esecutivo, dovrebbe essere varato giovedì nella forma di un ddl e poi essere trasformato in un decreto a settembre.

A svelare le intenzioni del governo sull’utilizzo dell’extragettito per il rilancio della crescita e l’equità sociale è stata la riunione che l’esecutivo ha tenuto con i capigruppo della maggioranza, proprio alla vigilia del nuovo incontro che si tiene oggi a Palazzo Chigi con le parti sociali e che il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, si dice tutto sommato ottimista… Continua »

Giu 26

Riparte il confronto tra governo e parti sociali su pensioni e Dpef. Il tavolo decisivo potrebbe essere quello di domani. Questa mattina un nuovo incontro a Palazzo Chigi ha infuso ottimismo nel governo per una positiva conclusione del negoziato. Ma i sindacati frenano. “L’accordo è sul filo di lana. Vedo troppo ottimismo in giro”. Il lapidario commento del segretario generale della Cgil,Epifani,sull’andamento delle trattative del sistema previdenziale gela le ipotesi di una rapida conclusione. Il leader della Cisl, Bonanni, pur ammettendo che si sono fatti “passi avanti” su ammortizzatori e giovani, ritiene che “si stia facendo una corsa dei muli che non serve a nessuno”. E il numero uno della Uil,Angeletti, conferma: “Le possibilità di un accordo si stanno riducendo. Nella relazione del governo è assente ogni riferimento agli incentivi per l’innalzamento dell’età pensionabile”.

Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Letta, a quanto si apprende, ha infatti annunciato: “Quello di domani sarà l’incontro conclusivo, in cui verrà discussa la proposta definitiva sui vari temi oggetto della concertazione”. Per la giornata di oggi, sempre secondo quanto si apprende, sarebbe in programma una serie di incontri tecnici tra l’esecutivo e i sindacati.

Il ministro dell’Economia Padoa Schioppa si dichiara fiducioso nell’accordo e dice ”Ho molta fiducia che sia vicinissima l’occasione per un accordo straordinario”, al termine dell’incontro con le parti sociali sulle pensioni a Palazzo Chigi. Continua »