La parte Albanese giudica che non a caso al di sopra di ogni attesa, la Serbia ha raggiunto un accordo con l’Unione Europea e le Nazioni Unite per dispiegare la missione Eulex in Kosovo e nelle regioni abitate dai serbi, questo in sostituzione della UNMIK.
Secondo le autorita Albanesi del Kosovo le condizioni dettate da Belgrado consistano formalmente sulla neutralità e rispetto della risoluzione 1244, pero in effetti loro sostengono che tutto si sta sviluppando in funzione della spartizione della Repubblica di Kosovo.
A Prishtina, ma non soltanto anche a Tirana e Tetovo in generale si trovano sorpresi dal fatto che sia l’Onu sia l’Ue stanno seguendo le proposte di Belgrado senza dubbittare se questo potrebbe portare al piano voluto da sempre da Belgrado a scopo principale per spartire il Kosovo nella parte Serba ed Albanese.
In effetti, da queste parti non ci riesce a capire come mai si puo tolerare una tale situazione quale potrebbe poi precipitare in tutta la regione Balcanica, cominciando dalla Macedonia, Bosnia Erzegovina, le regioni Albanesi della Serbia stessa.
“L’UE ha accettato la missione Eulex, che deve ora essere accettata anche dal Consiglio di Sicurezza ONU, fermo restando che deve rimanere una missione neutrale e non aver alcun collegamento con il piano Ahtisaari” - aveva spiegato secondo i mass media il responsabile per i Balcani Occidentali della Commissione Europea, Pierre Mirel, confermando apertemente che l'accordo è stato redatto sulla base delle condizioni stabilite dalla Serbia.
Suona assurdo, ma mentre il nuovo stato del Kosovo e’ stato gia riconosciuto dalla maggior parte dei peasi membri dell’UE (22 dai 27) e dunque anche la sua integrita territoriale, l’Ue accetta questo piano quale di certo fa violare l’integrita territoriale dello stesso stato e ammette formalmente la possibilta di spartizione di fatto del Kosovo.
Infatti, questo succede mentre tutti sono conscienti che all’Onu al riguardo del caso Kosovo tutto e’ stato bloccato principalmente dalla causa del veto Russo, ed ora che sta succedendo? Si, cominciando dal Segreatario Generale, Ban Kin Moon, e dell’Onu stesso si ammette che il ruolo di questa Istituzione Internazionale molto importante si puo essere limitata a delle richieste della stessa Russia.
Ecco per concretizzare quanto detto fin ad ora, dobbiamo informare che la proposto formalmente dall’ONU stabilisce che le forze di polizia all'interno della regione abitata da serbi, resteranno sotto il coordinamento della missione internazionale, pero il cui capo sarò nominato dai colonnelli serbi.
Mentre per quanto riguarda il regime doganale, questo sarà monitorato dai rappresentanti internazionali, in base alla risoluzione 1244 ONU, pero le entrate doganali andranno in parte alla comunità locale, e in percentuale minore all’amministrazione di Pristina.
In piu, all'interno dell'apparato giudiziario, il Tribunale della citta di Mitrovica sarà guidato ancora dall'UNMIK e i procuratori saranno nominati ancora secondo la risoluzione 1244.
Inoltre, dovrano essere ancora in giro delle trattative riguardanti ai trasporti e le infrastrutture, nonchè la protezione dei beni culturali serbi, che dovràno essere decise in futuro tra Pristina e Belgrado, precisando che verrà infine creata un’azienda che fornirà energia elettrica soltanto alle enclave serbe e tutto questo ingorando le stesse autorita di Prishtina.
La posizione presa dalla parte Albanese sembra essere una questione di principio e loro si rifiutano di accettare un documento che sia stato approvato dai serbi e contrario al Piano Ahtisaari quale e’ ufficilamente un Piano dell’Onu ed accettato anche dall’Unione Europea e sui cui e’ stato basato la Costituzione approvata recentemente dal Parlamento del Kosovo.
Oltre a questo, la portavoce per la Francia presso l’Unione Europea, Marin de Carnier, riportando le parole del Ministero degli Esteri francese Bernard Kouchner aveva dichiarato che si sta facendo ancora tutto il possibile affinchè entrambe le parti accettino l'accordo tra ONU e Serbia.
Sembra che l’Europa non si preoccuppa per niente al riguardo del piano di sei punti di Ban Ki Moon che prevede una presenza internazionale differenziata nel Kosovo, con un occhio di riguardo all'autonomia dell'enclave di Mitrovica - principale riserva di cio' che resta della minoranza serbo kosovara - e alla posizione di Belgrado quale continua a considerare come nulla e illegale la secessione riconosciuta finora da una cinquantina degli oltre 190 membri dell'Onu (tra cui gli Usa e 23 dei 27 Paesi Ue), ma non da Russia, Cina, ne' dalla maggioranza degli Stati non occidentali.
Pero per fortuna l'amministrazione americana Bush considera ''transitorio'' il piano del segretario generale dell'Onu, Ban Ki Moon, sul dispiegamento della missione Ue (Eulex) in Kosovo, stilato in forma di compromesso per ottenere il via libera anche da Belgrado.
Lo ha detto a Pristina il sottosegretario di Stato americano Daniel Fried, architetto della politica di Washington nei Balcani in questi ultimi anni e fermo sostenitore dell'indipendenza unilaterale dalla Serbia proclamata dal Kosovo il 17 febbraio scorso.
All’inizio degli incontri con i vertici kosovaro-albanesi, Fried si e' detto convinto che il piano in sei punti di Ban rappresenti solo ''una soluzione temporanea'' ed invitando Pristina a ritirare la sua opposizione, lui ha aggiunto che nessun piano potrebbe essere efficente se non acettato anche dalle Autorita Albanesi di Prishtina.
''Fra due anni nessuno si ricordera' di questo piano'', ha dichiarato l'emissario statunitense durante una conferenza stampa congiunta con il premier kosovaro, Hashim Thaci, e con il presidente, Fatmir Sejdiu aggiungendo che e’ importante e' che alla fine l'Eulex ''sia dispiegata su tutto il territorio del Kosovo''.
Il sottosegretario di Stato americano Daniel Fried ha concluso dichiarandosi soddisfatto dell'esito dei colloqui e dicendosi convinto che gli Usa ''manterranno gli impegni'' rispetto all'indipendenza di Pristina anche in futuro.
Pero alla conlusione della visita di Daniel Fried di due giorno a Prishtina le istituzioni del Kosovo hanno ribadito il loro ''rifiuto totale'' al piano in sei punti proposto dal segretario delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moon, per superare lo stallo del dispiegamento della missione civile europea Eulex nella zona Nord a maggioranza serba.
Il presidente kosovaro Fatmir Sejdiu ha spiegato che ''le istituzioni kosovare intendono collaborare con Eulex nel rispetto della Costituzione e del piano Ahtisaari'', che garantiscono ''la sovranita' e l'integrita' territoriale del Kosovo''. Il premier Hashim Thaci ha aggiunto che ''non saranno tollerate strutture parallele in nessuna parte del territorio del Kosovo''.
Giustamente secondo Hashim Thaci, questo documento proposto formalmente dall”onu non rappresenta assolutamente gli interessi di Pristina, e in quanto tale, non verrà mai accettato dalla maggioranza assoluta degli Albanesi.
In particolare, i punti ritenuti da Pristina non accettabili riguardano la legittimazione di un’amministrazione serba nel Nord del Kosovo, allo scopo di impedire che Belgrado prenda delle posizioni all'interno dello Stato kosovaro e spartire di fatto il piu nuovo stato Europeo del Kosovo.
Tale precipitazione della situazione quale e’ basata sui principi ed interessi nazionali della Serbia in Kosovo ha portato un teremotto alle convizioni Albanesi sui principi della democrazia quale dovrebbe funzionare secondo una volonta giusta ed imparziale internazionale.
Come si sa gia gli Albanesi sono parte di diversi stati Balcanici e nessuno dei Governi rispettivi ha mai chieso o appellato un Grande Etnica Albania, come da sempre ha fatto Belgrado portando in guerra tutti I Balcani.
In effetti, al confronto dei Governi di Tirana, Prishtina ed i Partiti politici Albanesi in Macedonia, i partiti politici in MonteNegro ed in Serbia, si sono arrivati le prime critiche di aver lasciato tutto alle mani degli Internazionali e senza una strategia nazionale sull’unificare gli interessi della nazione Albanese, aggiungendo con sarcasmo come ha fatto la Serbia alla quale sta dando ragione anche la Comunita Internazionale.
Oramai e’ tutto chiaro che questo battaglia limitata soltanto in una proposta di sei punti diventa due volte importante! La maggioranza Albanese del Kosovo e’ molto decisa nel rifiutare questa proposta ed oggi mentre noi stiamo registrando tante NGO del Kosovo stano protestando in modo democratico nelle strade di Prishtina. Loro hanno appellato alla gente di essere vigilente non al Governo di Kosovo per non permettere che anche il Kosovo diventa una coppia cativa della Bosnia ed Erzegovina.
