Set 03

Con questo breve intervento intendo affrontare la questione dei rigassificatori - che tanto, soprattutto a livello locale, fanno discutere - da un punto di vista che trascende le pur comprensibili preoccupazioni di carattere localistico e/o ambientalista che tale questione suscita.
Cominciamo col dire che questi rigassificatori servono a chi ci vuol vendere, trasportandolo via mare, gas allo stato liquido. E questo non è il caso né del gas che arriva dalla Russia né di quello che giunge dall’Algeria… Coi gasdotti, il gas arriva direttamente dagli Stati produttori (Algeria e Russia), le cui società sono a controllo pubblico. Per di più, la trasformazione, per pressione, allo stato liquido (nonché il trasporto via nave), impone un costo aggiuntivo, quindi quei rigassificatori di cui si parla - ed il cui elevato numero (17) configura un progetto vero e proprio - ci darebbero un gas oltretutto più caro.

Infatti, il gas naturale si estrae dal sottosuolo sfruttando la pressione stessa del giacimento: si “buca” il terreno che lo tiene rinchiuso e quello risale da sé ad una pressione tanto forte che viaggia dalla Russia ai fornelli di casa nostra senza bisogno di stazioni di pompaggio (quelle invece utilizzate dagli oleodotti). Sia la Russia che l’Algeria, disponendo di gasdotti che giungono fino in Europa, utilizzano questo sistema per trasportarlo. Siccome, però, posizionare un gasdotto sott’acqua è problematico (su scala marittima già ci si riesce, mentre su scala oceanica è ancora impossibile), è stato inventato anche il trasporto in forma liquida. Il gas naturale si può liquefare (GNL) con uno speciale trattamento che, tra le altre cose, prevede temperature bassissime. Il GNL si può poi trasportare con apposite navi-cisterna, ma il ricevente deve disporre d’un rigassificatore.
I rigassificatori sono da alcuni ritenuti pericolosi, perché il gas, passando dallo stato liquido a quello aeriforme, aumenta enormemente il proprio volume. Quel che è certo è che sono costosi, che è costoso il procedimento di trasformazione e che al mondo, per ora, ve ne sono pochissimi.
Chi nell’UE vuole costruirli lo fa in nome della famosa “differenziazione” delle fonti energetiche, cioè per dipendere un po’ meno dalla Russia (ed un po’ più dall’Egitto, che sarebbe il principale fornitore di GNL dell’Italia). Per di più, non si capisce perché il gas dovrebbe arrivare da Paesi lontani (si parla anche della Birmania) quando lo abbiamo molto più vicino. Inoltre, non convincono né la ricerca di una “diversificazione” della provenienza (la “concorrenza” non porta quasi mai risparmi ai consumatori) né la loro “convenienza” (una volta costruito un rigassificatore dicono che il gas costi di meno, anche se ho i miei dubbi considerati tutti i chilometri che farebbe via mare).
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Lug 21

“Penso che questa riforma sia un controsenso visto il continuo aumento della capacità di lavoro legato alle condizioni di migliore qualità della vita”. Lo dice il leader di Forza Italia, Berlusconi, sull’intesa sulle pensioni. “Ovviamente, facendo eccezione per i lavori usuranti”, ha aggiunto. “C’è da fare i conti con il rapporto tra il numero delle persone che lavorano e quelle che non lavorano e hanno la pensione”, ha concluso Berlusconi.

Lug 06

CdL ancora all’attacco sul problema pensioni. Cesa, leader dell’Udc, avverte:”La linea di Prodi porta dritto allo scontro con l’Ue e al collasso del sistema previdenziale. Appiattirsi sulla sinistra estrema non salverà Prodi perché né Padoa-Schioppa né Dini ingoieranno il rospo”. Per Bertolini(Fi),”Prodi è tragicomico, si è scavato la fossa da solo. Qualcuno gli dica di fare le valigie”. E l’onorevole Gasparri di An dice:”Prodi ingrana la prima ma fa retronarcia. La maggioranza ponga fine a questa agonia”. Netto Rotondi (DcA) conferma ” maggioranza divisa, la riforma non passerà”.

Giu 30

“Hanno trovato l’accordo di non essere d’accordo. Dopo aver sbandierato ai quattro venti di un accordo notturno, Prodi, Padoa Schioppa e il governo rimediano una gran brutta figura”. Così il capogruppo di Forza Italia al Senato,Renato Schifani,commenta l’andamento delle trattative sulle pensioni. “Toccare la riforma voluta dalla CdL -dice Schifani- è pura follia contabile.Aumenterebbe la spesa previdenziale, a danno delle future generazioni”.”Ma con la sinistra radicale”che condiziona governo,il rischio “non è scongiurato”.

Giu 30

Resta alta nel centrosinistra la tensione sul tema pensioni. Franceschini (Ulivo) rassicura: “Il governo sta lavorando per dare una soluzione”. Mentre la sinistra radicale insiste. Giordano (Prc) ribadisce: no a scalone e scalini. Il governo “deve rimettersi in sintonia con i lavoratori che stanno scioperando nelle fabbriche o il rischio è grande”. Per Diliberto (Pdci) “se non ci fosse l’accordo, il governo andrebbe incontro a fibrillazioni di ogni tipo.E’evidente che ci giochiamo tutti un grande prezzo di credibilità”. E Donadi (IdV) taglia corto: “Non tirare troppo la corda”.

Dopo la la rottura nella trattativa tra governo e sindacati, l’esecutivo ha lavorato per una ripresa del confronto. Ma sembra probabile che il nodo dello scalone pensionistico possa essere stralciato e rinviato a dopo il varo del Dpef. Oggi il governo si dovrebbe limitare ad illustrare il Dpef e le misure su cui c’è un sostanziale accordo come la rivalutazione delle pensioni basse, riforma degli ammortizzatori sociali, rilancio della competitività.

Giu 27

Il confronto sulle pensioni tra governo e sindacati si è interrotto nella nottata con un nulla di fatto. Non è stata fissata per ora un’altra convocazione. Per i sindacati è completa rottura sullo scalone e coefficienti dove non si riesce a raggiungere un accordo. La rottura è avvenuta sulla richiesta di Cgil, Cisl e Uil di introdurre gli incentivi sull’ aumento dell’età per la pensione di anzianità oltre i 57 anni. Il governo, sempre secondo fonti sindacali,pur actettando gli incentivi,ma a partire dai 58 anni,avrebbe chiesto la disponibilità ad ulteriori aumenti dell’età pensionabile. La trattativa è stata interrotta dopo oltre dieci ore.

Il leader della Uil, Angeletti, lasciando Palazzo Chigi nella notte, dove era in corso la non stop con il governo sulle pensioni.dice: “Abbiamo rotto. Non c’è accordo. Io sto andando a casa e per domani non sono previsti appuntamenti”.  ”E’ stato un nulla di fatto” spiega Morena Piccinini, segretaria confederale della Cgil. Più morbido il commento della Cisl, espresso dal segretario confederale Pierpaolo Baretta: “Non drammatizzarei,aspettiamo la mattinata e una convocazione e riprenderemo il confronto”.

Giu 26

Da settembre saranno aumentati gli assegni minimi. Aumenti per due milioni di pensionati. La proposta allo studio del governo: un «anticipo» di circa 250 euro a settembre e, dal 2008 un aumento a regime di 40 euro al mese, con una rivalutazione annuale delle pensioni. Oggi l’incontro con il sindacato. Si parla di addolcire lo «scalone» attraverso sistemi di scalini e quote

L’ammorbidimento dello scalone pensionistico troverà una sua copertura finanziaria, oltre i 2,5 miliardi previsti, tramite il riordino del sistema previdenziale. È questa la strada che il governo intende seguire per superare la rigidità della riforma Maroni sull’ età pensionabile mentre si va tecnicamente definendo l’intervento sulle pensioni basse. Gli aumenti riguarderanno una platea di 2-2,5 milioni di persone: una prima tranche, una specie di una tantum da 250 euro, potrebbe essere corrisposta già in autunno, perchè gli aumenti veri e propri scatteranno dal 2008: 40 euro al mese più una rivalutazione annuale delle pensioni. E ciò anche in considerazione del fatto che le misure che riguardano le pensioni – scalone compreso – saranno inserite nel Dpef che, secondo i piani dell’esecutivo, dovrebbe essere varato giovedì nella forma di un ddl e poi essere trasformato in un decreto a settembre.

A svelare le intenzioni del governo sull’utilizzo dell’extragettito per il rilancio della crescita e l’equità sociale è stata la riunione che l’esecutivo ha tenuto con i capigruppo della maggioranza, proprio alla vigilia del nuovo incontro che si tiene oggi a Palazzo Chigi con le parti sociali e che il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, si dice tutto sommato ottimista… Continua »

Giu 26

Riparte il confronto tra governo e parti sociali su pensioni e Dpef. Il tavolo decisivo potrebbe essere quello di domani. Questa mattina un nuovo incontro a Palazzo Chigi ha infuso ottimismo nel governo per una positiva conclusione del negoziato. Ma i sindacati frenano. “L’accordo è sul filo di lana. Vedo troppo ottimismo in giro”. Il lapidario commento del segretario generale della Cgil,Epifani,sull’andamento delle trattative del sistema previdenziale gela le ipotesi di una rapida conclusione. Il leader della Cisl, Bonanni, pur ammettendo che si sono fatti “passi avanti” su ammortizzatori e giovani, ritiene che “si stia facendo una corsa dei muli che non serve a nessuno”. E il numero uno della Uil,Angeletti, conferma: “Le possibilità di un accordo si stanno riducendo. Nella relazione del governo è assente ogni riferimento agli incentivi per l’innalzamento dell’età pensionabile”.

Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Letta, a quanto si apprende, ha infatti annunciato: “Quello di domani sarà l’incontro conclusivo, in cui verrà discussa la proposta definitiva sui vari temi oggetto della concertazione”. Per la giornata di oggi, sempre secondo quanto si apprende, sarebbe in programma una serie di incontri tecnici tra l’esecutivo e i sindacati.

Il ministro dell’Economia Padoa Schioppa si dichiara fiducioso nell’accordo e dice ”Ho molta fiducia che sia vicinissima l’occasione per un accordo straordinario”, al termine dell’incontro con le parti sociali sulle pensioni a Palazzo Chigi. Continua »

Giu 25

Il ministro della Giustizia e leader dell’Udeur, Mastella, a proposito del Documento di programmazione economico-finanziaria afferma: “Se troviamo ascolto su Ici e sostegno alla famiglia bene è anche possibile che ci alziamo dal tavolo e ce ne andiamo dal Consiglio dei ministri. Non vorrei che il Dpef-aggiunge-risultasse una specie di partita tra rigoristi e antirigoristi”.”Nella vicenda sosterremo le nostre ragioni che riguardano il Paese rispetto al quale si è creata evidentemente una frattura”.

Schifani (Fi), sul tema delle pensioni dice:”Loro litigano e gli italiani pagano. Lo scontro tra le due fazioni contrapposte dell’Unione, che ha raggiunto in questi giorni un livello da resa dei conti, avrà ripercussioni ancora una volta sulle tasche dei cittadini”. Secondo Gasparri (An):”Le spaccature sulle pensioni mettono il governo in ginocchio. I ministri pensano più alle urne e alle piazze vuote che alle riforme”. Maroni (Lega): “Spettacolo indecente e senza precedenti”. Cesa (Udc): “Il governo è paralizzato dalla demagogia della sinistra estrema”.Rotondi(DcA): “I massimalisti della maggioranza hanno portato il governo ad una situazione di stallo”

Restano le tensioni nella maggioranza sulle pensioni, con la sinistra radicale che mantiene le posizioni. Continua »

Giu 25

Da oggi comincia una settimana decisiva per il governo, impegnato ad affrontare, tra l’altro, i nodi della politica economica. La prima riunione, prevista per le 9 di oggi a Palazzo Chigi, metterà di fronte governo e sindacati sul tema dell’aumento delle pensioni minime. Poi, alle 15 toccherrà ai capigruppo della maggioranza confrontarsi con Prodi e Padoa-Schioppa sulle linee del Dpef. Alle 17.30 si riunirà il Consiglio dei ministri con all’ordine del giorno il varo del ddl sul federalismo fiscale,la nomina del nuovo capo della Polizia e il confronto collegiale sul Dpef.

Ecco le dichiarazioni dei sindacati CGIL, CISL, e UIL sulla riforma Pensioni e sulle possibilità di accordo col Governo:

“Il primo passo tocca al governo, noi siamo impegnati a superare lo scalone, a fare un accordo. Serve un compromesso intelligente e avanzato, che risponda alla qualità delle domande del sindacato, che si sposti verso le domande dei lavoratori”. Continua »