Set 03

SONO DA POCO TORNATO  DA UN LUNGO VIAGGIO MARINARO CHE MI HA CONDOTTO ANCHE IN GRECIA. LA SUA DEVASTAZIONE NON E’ STATA DESCRITTA A DOVERE IN ITALIA. PER DI PIU’,

AL DANNO SI E’ AGGIUNTA LA BEFFA.

INFATTI, DA QUEL GOVERNO  E’ STATO INIZIALMENTE RIFERITO CHE, CHI HA PERSO TUTTO, SARA’ RISARCITO CON € 3.000 PER LE COSE MATERIALI, E CON € 10000 NEL CASO DELLA PERDITA DI CONGIUNTI.

SUCCESSIVAMENTE E’ STATO ANNUNCIATO CHE L’AMBIENTE DISTRUTTO SAREBBE STATO RICOSTRUITO A SPESE DELLO STATO, MA CON QUALI SOLDI NON SI SA POICHE’ LA MISERIA ECONOMICA GRECA E’ GRANDE. Continua »

Ago 12

Mercoledì 1 Agosto è stata pubblicata la lettera scritta a nome dell’Iran dall’ambasciatore all’Onu Mohammad Khazai, indirizzata al segretario generale Ban Ki Moon. La lettera denuncia le azioni giornaliere del regime sionista contro la popolazione palestinese e ricorda che queste azioni sono da considerarsi crimini contro l’umanità. Come spiega la lettera, senza precedenti per il suo contenuto estremamente chiaro ed inequivocabile, da più di mezzo secolo i sionisti hanno dichiarato la fondazione di uno stato illegale e da allora hanno ucciso migliaia di persone, hanno distrutto interi territori, hanno costretto milioni di palestinesi alla fuga ed hanno ridotto alla prigionia un popolo libero. Ed ogni giorno un’altro crimine si aggiunge a quelli del passato. Dinanzi a questo incubo che pare non termini più, non è stato fatto niente per due principali motivi. Il primo motivo è che i sionisti si sono sempre nascosti vigliaccamente dietro il problema dell’antisemitismo ed hanno accusato di antisemitismo tutte le voci coscienti che in questi anni hanno denunciato i crimini contro i palestinesi. Il secondo motivo è il sostegno cieco degli Stati Uniti al Regime di TelAviv che di fatto blocca pure la volontà esistente in seno all’Onu di condannare le malefatte di Israele. Purtroppo questa condizione di impotenza nel condannare Israele, spiega la lettera scritta da Khazai, ha fatto sì che i sionisti possano operare come vogliano ed agire persino nelle maniere più disumane ed impensabili nei confronti dei civili palestinesi. La lettera dell’Iran all’Onu si conclude con una domanda. Se distruggere le case e i campi, murare la gente in dei ghetti, chiudere i passaggi per far morire di fame le persone, interrompere i rifornimenti di medicine verso le zone abitate e torturare le persone non sono crimini contro l’umanità allora che l’Occidente, in primis gli Stati Uniti e le Nazioni Unite spieghino pure come si devono chiamare d’ora in poi queste azioni.

Lug 30

Quanto sta accadendo in Somalia ripropone all’attenzione del mondo il drammatico problema degli aiuti all’Africa. Che però è d’una qualità e di un senso diversi da quelli di cui comunemente si parla. Non si tratta del fatto che tali aiuti vengono dati spesso a dittatori corrotti e spietati e che le pretese elargizioni “umanitarie” abbiano in realtà lo scopo di favorire questa o quella fazione politica più vicina agli interessi dei paese donatore o che abbiano l’effetto di incoraggiare e i incrudelire, in virtù delle armi tecnologiche di cui consentono l’acquisto, le lotte tribali o che vadano sprecati e perduti o, ancora, che finiscano in buona parte nelle mani dei partiti o di funzionari corrotti. Tutte queste cose esistono e sono gravi. Ma la questione fondamentale e un’altra.Sono stati proprio gli aiuti dei paesi industrializzati anche quando animati da intenzioni meno oblique, ad aver rovinato l’Africa. Scrive Livio Caputo sul Corriere della Sera: “Dobbiamo prendere atto che il tentativo di impiantare la civiltà moderna in Africa non è riuscito e che gli interventi esterni sono stati vani o addirittura controproducenti. Sono lieto che il Corriere (o perlomeno Caputo) se ne sia accorto perché è quanto vado sostenendo da anni anche dalle colonne di questo giornale. Continua »

Lug 12

Noi Italiani siamo particolarmente fortunati. E, difatti, abbiamo tra di noi 40.000 giudei che ci dettano la linea: niente saluti romani e niente dibattiti sulla Shoah. Tra i tanti il giudeo Modigliani che dettò al “cattolico” Mancino la “legge sul razzismo” che porta il suo nome. Cosa che Mancino fece di buon grado: la legge contempla pene detentive per chiunque esterni opinioni e/o sentimenti di ripulsa per il fatto che l’Italia è invasa da stranieri ma non commina la fucilazione alla schiena ai tanti ladroni di regime che hanno ridotto l’Italia in uno dei paesi più indebitati del mondo.Gli Israeliani, poverini, sono meno fortunati di noi. E, difatti, i giudei ivi residenti parlano sì di “frontiere aperte”, ma nel senso che le frontiere di Israele sono aperte in uscita. E i Palestinesi sono liberi, liberissimi di andarsene dove vogliono, purché fuori dalla Palestina. Da parte loro i giudei residenti in Israele hanno fatto di tutto per cacciare i Palestinesi dai paesi natali. E, in una certa misura, ci sono anche riusciti. Purtroppo i Palestinesi sono tanti. E molti si aggrappano ai paesi natali, sia nei territori propri di “Israele” sia nei territori, formalmente palestinesi, ma sotto il tallone militare di Israele. Continua »

Lug 11

 La Conferenza internazionale sulla giustizia in Afghanistan, tenutasi a Roma con la partecipazione delle delegazioni dei 26 Paesi «donatori», cioè dei Paesi che lo occupano militarmente, ha avuto un risvolto comico in un contesto tragico. Il compito di guidare la «ricostruzione» della giustizia afgana è stato affidato all’Italia. Ora, chiunque conosca la situazione della giustizia italiana coglie quanto sia beffarda questa designazione. Sarebbe molto meglio che le decine di milioni di euro che stiamo riversando in quest’impresa assurda e proterva li impiegassimo per la nostra giustizia che fa acqua da tutte le parti.

Assurda, e proterva, non perchè “molti magistrati afgani non sanno nè leggere nè scrivere e quelli che lo sanno non hanno a disposizione i codici”, ma perchè è assurdo e protervo applicare il diritto occidentale, gli schemi mentali occidentali, ad una popolazione che ha storia, vissuti, mentalità, valori completamente diversi dai nostri. Sarebbe come se un mullah pretendesse di redigere i nostri Codici. Lo stesso presidente Karzai, che pur è alle dirette dipendenze dell’Amministrazione americana, come lui stesso ha ammesso, ma che si sente bruciare la terra sotto i piedi perchè nel Paese monta la rivolta che non è più solo talebana, è stato costretto a sottolineare “L’Afghanistan non è l’Occidente, ha valori diversi, una struttura sociale diversa. E i soldati stranieri non possono applicare i loro schemi, devono combattere «all’afgana».

Già, il modo di combattere della Nato. Secondo stime Onu dall’inizio dell’anno le vittime civili sono state 430. Noi non siamo l’Onu, ma semplicemente raccogliendo le notizie dei giornali ne abbiamo contate 872. Senza contare quelle che sono incontabili perchè vengono fatte dalle truppe occidentali in regioni remote del Paese dove non è possibile alcun controllo. Il perchè di queste stragi è presto detto. La Nato non combatte «all’afgana», cioè con le forze di terra, ma con i bombardieri. Se in un villaggio vengono segnalati dei guerriglieri talebani non li si va a stanare, correndo qualche rischio, ma si bombarda semplicemente il villaggio uccidendo per lo più donne, vecchi e bambini che sono quelli che vi sono rimasti mentre tutti gli uomini validi sono andati a combattere. Questo modo di fare la guerra, oltre che vile e criminale, è idiota.La struttura sociale afgana è fatta a grandi famiglie, a clan, è tribale. Se tu uccidi un uomo di un villaggio non uccidi solo un uomo, ‘uccidi’ l’intero villaggio e lo avrai tutto contro. In Afghanistan è nato addirittura un proverbio “per ogni civile morto nascono dieci talebani”. Ecco perchè ai Talebani, in maggioranza Pashtun, si stanno unendo mano a mano i Tagiki del defunto comandante Massud che degli uomini del mullah Omar era stato il più fiero avversario. La guerriglia talebana si sta trasformando in una lotta di liberazione nazionale.

Ma, a parte questo, resta inevasa la domanda di fondo? Perchè l’Occidente occupa l’Afghanistan? Per combattere il terrorismo, si dice. Ma gli afgani, e nemmeno i Talebani, non sono terroristi. Non lo sono mai stati. Non hanno compiuto un solo atto di terrorismo nei dieci anni di guerra con i sovietici. Non c’era un solo afgano nei commandos che abbatterono le Torri Gemelle, non un solo afgano è stato trovato nelle cellule di Al Qaida. I Talebani non sono terroristi nemmeno ora che devono battersi con forze incomparabilmente superiori dal punto di vista tecnologico. Se compiono atti di terrorismo, rari, lo fanno solo contro obiettivi militari, provocando anch’essi, certo, i loro ‘danni collaterali’.

La sola colpa dei Talebani è di essersi trovati sul proprio territorio Bin Laden, che proprio gli americani vi avevano messo in funzione antisovietica, e che era difficilmente eliminabile perchè in Afghanistan godeva di grande prestigio avendovi costruito, con le sue enormi ricchezze, ospedali, scuole, strade, ponti più di quanto abbiano fatto gli occidentali in cinque anni.

Siamo lì, si dice allora, autocompiacendosi per le proprie buone intenzioni, “per ricostruire il Paese e riportarvi l’ordine”. Ma bisognerebbe prima chiarire chi è che ha distrutto quel “martoriato Paese” e vi ha portato il disordine. Dal 1980 al 1990 sono stati i sovietici, dal 1990 al 1996 sono stati i “signori della guerra”, e dal 2001 siamo noi. L’unico periodo in cui l’Afghanistan ha vissuto nell’ordine e nella pace è stato il 1996-2001 quando governavano i Talebani. Anche se nessuno, in Occidente, vuole riconoscerlo e nemmeno sentirselo dire.

Lug 11

Sarà la giustificazione per sferrare guerra all’Iran ?“Un altro attacco [terroristico in stile 9/11] potrebbe fornire la giustificazione e l’opportunità che mancano ora per colpire alcuni obiettivi noti” (Dichiarazione di un ufficiale del Pentagono, spifferata al Washington Post, 23 Aprile 2006)

I media Statunitensi sono d’accordo sul punto che “gli Stati Uniti affrontano il più grave rischio di un atto di terrorismo dagli attacchi dell’11 Settembre” (USA Today, 12 Febbraio 2006) La madrepatria Americana è minacciata da “terroristi Islamici”, presumibilmente supportati da Tehran e Damasco.L’America è sotto attacco ad opera di uno sfuggente “nemico esterno.”I concetti vengono capovolti. La Guerra diventa la Pace. L’Offesa un legittimo mezzo di “autodifesa”. Nelle parole del Presidente Bush:“Contro questo genere di nemico, c’è solo una valida risposta. Dobbiamo andare all’offensiva, restare all’offensiva, e portare la battaglia a casa loro.” (Presidente George Bush alla Conferenza del Comando Centrale [CENTCOM], 1 Maggio 2007.)L’obiettivo è quello di trovare un pretesto per sferrare una guerra preventiva.Un “attacco terroristico su suolo Americano” potrebbe venire sfruttato per giustificare, agli occhi di una pubblica opinione sempre più credulona, e sulla base di “motivazioni umanitarie,” l’avvio di una grande operazione di guerra contro Iran e Siria. Continua »

Lug 05

Il Senato, bocciando la proposta di chiudere il dibattito e passare al voto, ha messo una pietra tombale sulla nuova legge sull’immigrazione voluta dal presidente.
La riforma prevede, tra le altre cose, l’istituzione dei permessi di lavoro temporaneo e garantiva una sorta di “sanatoria” per 12 milioni di immigrati clandestini. Ora la questione resterà nel cassetto fino all’insediamento del prossimo presidente.
Tutto ciò ha fatto crescere d’intensità lo scontro con il Parlamento sulle carte segrete dell’amministrazione, con l’opposizione di Bush alla consegna di alcuni documenti per il licenziamento di otto giudici federali, all’ordine del Congresso.

Lug 03

Il presidente venezuelano Ugo Chavez ha sostenuto nel corso di una conferenza stampa che la comunità internazionale sbaglia a colpevolizzare il governo iraniano e il suo programma nucleare. In particolare gli Usa, la potenza che più di tutte si è messa di traverso nelle ambizioni regionali dell’Iran, tende a far dimenticare al mondo le sue responsabilità. “L’imperialismo americano”, ha sostenuto il presidente sudamericano “pretende di far credere al mondo che gli iraniani sono dei barbari. Ma i barbari sono coloro che hanno lanciato bombe atomiche sulle popolazioni innocenti di Hiroshima e Nagasaki”. Lo stesso stato potenza che oggi, sempre secondo l’opinione di Chavez, “attacca e strangola il popolo iracheno e il popolo palestinese”. Quella di oggi è l’ultima tappa di un lungo viaggio che ha impegnato Chavez in visita in altri paesi: Russia, Bielorussia, e in ultimo l’Iran. Il presidente venezuelano ha tentato di ottenere una maggiore compattezza fra i Paesi che in comune hanno l’obbiettivo di contrastare le ingerenze degli Usa all’interno delle loro politiche nazionali e regionali. Ed è in seno a questa logica che questa mattina il presidente venezuelano e l’omologo iraniano, Mahmoud Ahmadinejad, hanno firmato l’accordo per la costruzione di una raffineria nel sud del paese. L’obbiettivo è quello di limitare la dipendenza dell’Iran dalle importazioni di carburante. Attualmente l’Iran è costretto a cercare altrove oltre il 40% dei 70 milioni di litri di benzina consumati ogni giorno.

Lug 03

L’immissione di CO2 nell’atmosfera ( ma non solo di quella) è un fatto certo e progressivo in rapporto anche all’entrata in scena di nuove realtà industriali come quelle di Cina ed India .

Mentre un ritorno graduale ad un periodo di glaciazione è tutto da verificare non potendosi prendere in considerazione fenomeni naturali come se fossero corsi e ricorsi storici di vichiana memoria.

Il problema, comunque, non può limitarsi soltanto all’effetto serra e dunque al riscaldamento globale del pianeta.

Quello che gli scienziati non prendono in considerazione, a mio avviso, o non lo fanno dando l’enfasi dovuta, sono i danni che provoca sulla salute umana la presenza nell’atmosfera di tante sostanze nocive  che, dopo tutto, vanno a finire nei nostri polmoni e si depositano ovunque anche sui prodotti della  terra di cui si nutrono gli animali e gli esseri umani.

I pericoli sono di due tipi:quelli immediati verso i quali ognuno di noi cerca di elaborare una pronta risposta   perchè percepibili all’istante , e quelli che si presentano a dosi omeopatiche, cioè infinitesimali, che non sono avvertiti dal nostro organismo al momento ma soltanto sulla distanza di anni o di decenni. Continua »

Lug 03

I migliori nomi della Giudia interna ed internazionale si sono riuniti a Milano per denunciare il fatto che, malgrado i loro sforzi, “l’antisemitismo avanza”.

Il Convegno era organizzato dal “Corriere della Sera”, sempre in prima fila nel dare voce e spazio al pensiero degli “illuminati” . Solo che gli illuminati sono ormai ridotti in vecchietti acidi che ripetono stancamente la solita solfa. E non sanno capacitarsi del fatto che, malgrado i loro sforzi, la gente non crede più alle loro menzogne. Anche se affermano: “Abbiamo l’autorità di far sentire la nostra voce, quando occorre. Di dire la verità quando riteniamo che alcuni abbiano torto”. Obiettivo: “Isolare, mettere ai margini quanti non amano la verità”.

Sia la loro “verità” oppure “impostura”, una domanda si pone: a cosa serve? Roma conquistò il mondo antico e diede vita alla “pax romana”: cittadinanza, giustizia e legge per tutti i sudditi, tutte le Divinità dei popoli sottomessi dentro al Pantheon. Roma cadde e fu il rimpianto universale per un mondo perduto. USA/Israel ha vinto la 2a Guerra Mondiale, da allora è stato un susseguirsi continuo di guerre e guerricciole, in Palestina c’è un disastro umanitario tale che molti paragonano gli “Israeliani” ai “nazisti”. Oggi i Popoli si ribellano ad USA/Israel: nell’America latinoamericana, in Afganistan. in Iraq, in Palestina. Continua »