Ott 22
Ho letto la notizia su “LA SICILIA”, quotidiano edito a Catania. E sono andato a riscontrarla sul “Corriere della Sera”, il più completo e prestigioso quotidiano italiano. Niente da fare: sul “Corriere” c’è di tutto e il contrario di tutto. Ma di questa notizia dirompente neppure l’ombra. Troppo impegnati a decantare le glorie di USA/Israel. E a riempire pagine con autori sionisti al fine di convincerci della santità della causa giudeocristiana. Amen.Torniamo alla notizia, prendendo atto di come la “libera stampa” ci condiziona secondo i voleri degli “usurai della terra”. “LA SICILIA” estrae la notizia da un rapporto della “Natural Resources Defence Council” che illustra la disponibilità delle armi USA dislocate nel mondo intero. E l’Italia vi figura con 90 bombe atomiche dislocate nelle basi USA di Aviano e di Ghedi. Nel corso dell’articolo si chiarisce che “Stone Ax” “è il nome segreto per la difesa nucleare che l’Italia e Stati Uniti hanno in gran segreto rinnovato dopo il 2001″.
Avete capito come funziona la “democrazia” in Italia? Celebriamo un referendum per abolire quel poco di nucleare civile che avevamo. E, giorni fa, qualcuno ha avanzato la proposta che sì, forse con la fame d’energia che ha l’Italia, si potrebbe istallare una qualche centrale nucleare. E molte “anime belle” a protestare: nucleare? Mai e poi mai. Nel frattempo, zitti zitti e chiotti chiotti, gli USA tengono in Italia 90 ordigni nucleari.
Zitti zitti e chiotti chiotti gli USA. Zitti zitti e chiotti chiotti i politici nostrani, gli opinionisti nostrani, i giornalisti nostrani. Tutti presi ad illustrarci quanto sono belli e bravi Berlusconi e Prodi. E l’importanza che si scelga tra “centrodestra” e/o “centrosinistra”. E, mentre il teatrino della democrazia impazza, l’Italia e gli USA “stringono accordi segreti” di cui nessuno parla. E che nessuno denuncia. Continua »
Ott 22
Noi Italiani abbiamo perso la guerra e, nel 1947, siamo stati costretti a firmare un Trattato di Pace. Nel quale, tra le tante richieste strane ed ingiuste, c’è l’imposizione che “l’Italia si impegna a non consentire la ricostituzione del Partito Nazionale Fascista”. Dopo, siamo diventati “alleati” dei nostri vincitori. E, come alleati, siamo entrati nella NATO, abbiamo concesso 113 basi militari agli USA e partecipiamo alle campagne militari degli USA per “esportare la democrazia” nel mondo intero.I “Padri Costituenti”, a dire il vero, un po’ si vergognarono di quel divieto impostoci nel Trattato di Pace. E, per un residuo di pudore, lo inserirono tra le “norme transitorie”. Solo che la casta di ladroni e traffichini che da allora amministra la “res publica”, troppo presa a saccheggiare le risorse degli Italiani, si è scordata del pudore dei Padri Costituenti. Ed ha rafforzato quel principio transitorio della Costituzione con delle apposite leggine (Legge Scelba, Legge Modigliani/Mancino ecc.). Continua »
Ott 04
L’intera Striscia di Gaza con il suo milione e mezzo di palestinesi è stata proclamata “entità nemica” da Israele, che richiamandosi al diritto internazionale, ha così deciso di adottare un piano di sanzioni economiche. Le forniture di carburante ed energia elettrica verranno ridotte, le frontiere saranno chiuse al transito della popolazione e delle merci e sarà consentito solo il passaggio degli aiuti umanitari. “Ridurremmo l’erogazione dei servizi senza tuttavia provocare un’emergenza umanitaria” ha precisato il ministro degli esteri Tzipi Livni, illustrando il significato del piano adottato dal consiglio della difesa, che all’invasione militare ha preferito la strada delle sanzioni come forma di rappresaglia contro il continuo lancio di razzi Qassam da parte dei miliziani palestinesi. “Puntiamo sul fatto che sia la stessa popolazione a fare pressioni su Hamas per far cessare questi attacchi che non producono nulla di buono per i palestinesi” ha aggiunto la Livni. Al suo fianco c’era il segretario di Stato americano Condoleezza Rice, giunta in Israele per preparare la conferenza internazionale di pace che gli Stati Uniti hanno convocato per metà novembre a Washington. “In quella conferenza si dovranno discutere le questioni fondamentali” della crisi israelo-palestinese, aveva annunciato la Rice a bordo dell’aereo di Stato che la conduceva verso Tel Aviv. Consapevole che le sanzioni contro la popolazione di Gaza adottate in coincidenza con il suo arrivo non agevolano il dialogo, la Rice ha così tenuto a precisare che “per il governo degli Stati Uniti l’entità nemica è Hamas”. Un distinguo che sembra prendere le distanze dalle sanzioni che invece di punire il movimento armato, sembrano destinate in realtà a colpire la popolazione civile. L’introduzione di sanzioni economiche a danno della Striscia “equivale a una dichiarazione di guerra” ha detto a Gaza il portavoce di Hamas, Fawzi Barhum. Da giorni le milizie palestinesi stanno provando a blindare la Striscia costruendo barricate e preparandosi a fronteggiare una eventuale invasione israeliana. Il taglio della luce elettrica al posto dell’ingresso dei carri armati lascia però poco spazio al ruolo delle milizie, ricompattando così (a dispetto delle aspettative israeliane) l’ala più politica di Hamas con quella di al Fatah. Contro l’adozione del nuovo embargo si è infatti immediatamente espresso anche il presidente palestinese Abu Mazen (Mahmud Abbas) che domani incontrerà Condoleezza Rice, ma che a Ramallah ha definito il gesto di Israele “una decisione arbitraria”. Fonti del governo del premier Salam Fayyad, hanno aggiunto che “chiederanno agli Stati Uniti di esercitare pressioni su Israele per recedere da questa decisione destinata a colpire unicamente il popolo palestinese”. Posizione una volta tanto vicina a quella espressa anche dal portavoce del premier destituito di Hamas Ismail Haniyeh, Taher al-Nunu, secondo il quale l’iniziativa del governo israeliano “costituisce una punizione collettiva nei confronti del popolo palestinese che equivale a un crimine di guerra, crimine che la comunità internazionale.
Set 28
Berlusconi e Prodi hanno inviato e mantengono i soldati italiani in “missioni di pace” in Afganistan e in Libano.Missioni di pace? In località che soffrono di guerriglie endemiche? E che possono diventare luoghi di guerre devastanti? Ma, poiché la “casta” che sgoverna la “colonia Italya” è serva di USA/Israel, le chiamano “missioni di pace”.
Berlusconi e Prodi litigano furiosamente in Italia per arraffare il potere. E ci danno ad intendere di essere “alternativi” l’un l’altro. Sono invece le facce della stessa falsa moneta, servi di USA/Israel.
Chiediamo il ritiro dei nostri soldati dall’Afganistan e dal Libano come un momento di “identità”, nazionale ed europea
Set 19
“Quelle frasi sono state dette ad uso e consumo della stampa, pertanto non vanno prese sul serio”. Così il presidente iraniano Ahmadinejad commenta le dichiarazioni con cui, due giorni fa, il ministro degli Esteri francese Kouchner non escludeva l’uso della forza contro Teheran. E da Pechino la portavoce del ministro degli Esteri afferma che la Cina è contraria a minacciare l’Iran di guerra e ritiene che la crisi sul programma nucleare di Teheran debba essere risolta con mezzi pacifici. Washington persegue la strada della “soluzione diplomatica”, sottolinea la portavoce, Dana Perino.
Il ministro degli Esteri francese, Kouchner, ha auspicato un rafforzamento delle sanzioni Onu contro Teheran per il suo programma nucleare. “Ritengo - ha detto Kouchner - che si debba continuare a fare pressioni sull’Iran per garantire la nostra sicurezza collettiva” e “per spingere gli iraniani a maggiore chiarezza”. Kouchner, che è in visita a Mosca, ha invitato la Russia a fare il possibile per “evitare la guerra” contro l’Iran e continuare a “negoziare senza tregua”. Mosca aveva espresso preoccupazione per il “moltiplicarsi di informazioni su possibili sanzioni militari all’Iran”.
Set 19
Giornata di vertici in Medio Oriente, dov’è atteso il segretario di Stato americano, Condoleezza Rice. Il capo della diplomazia Usa sarà impegnata in due incontri diversi: a Gerusalemme con il premier israeliano Olmert e a Ramallah con il presidente palestinese, Abu Mazen. Scopo dei colloqui, preparare la Conferenza internazionale sul Medioriente di novembre. I palestinesi hanno condizionato la loro partecipazione alla richiesta che la Conferenza si chiuda con impegni precisi, e non con generiche dichiarazioni di intenti.Rice ha detto:”Non parleremo a vuoto,affronteremo problemi concreti”
Set 19
La polizia cambogiana ha arrestato Nuon Chea, ex braccio destro di Pol Pot, noto anche come il “fratello numero 2″ dei Khmer rossi. Si tratta del più importante esponente del sanguinoso regime mai finito in manette. Dopo aver aiutato Pol Pot nella sua scalata ai vertici del partito comunista, divenne l’ideologo del movimento, che tra il 1975 e il 1978 uccise un quarto della popolazione del Paese. Nuon Chea, che oggi ha 82 anni, è accusato di crimini contro l’umanità. Sarà trasferito al Tribunale speciale Onu, istituito 2 anni fa dopo una lunghissima gestazione.
Set 11
Un nuovo video del capo di Al Qaeda, Osama bin Laden, è apparso oggi su internet in occasione del sesto anniversario degli attentati dell’11 settembre 2001. Lo riferisce la Cnn. Il video era stato annunciato pochi giorni fa da Al Qaeda per “celebrare” il sesto anniversario dell’attacco alle Torri Gemelle di New York e al Pentagono. Le sembianze di bin Laden -ha precisato la Cnn- appaiono del tutto simili a quelle del filmato diffuso in rete venerdì scorso e ripreso da Al Jazira, in cui il capo di Al Qaeda esortava gli americani a convertirsi all’Islam. Stavolta l’immagine è fissa, con la sua voce in sottofondo.
Il video, racconta l’esperta di terrorismo Laura Mansfield, che ha visionato il materiale, dura poco più di 47 minuti.
Il messaggio presunto del capo di al Qaida dura circa 14-15 minuti su un fermo immagine che lo ritrae con la barba «tinta», com’era apparso nel video precedente del 7 settembre, con sullo sfondo un’elaborazione di una foto che ritrae uno dei due aerei che sta per impattare le Torri Gemelle, sei anni fa. Il resto del messaggio è dedicato al terrorista saudita, Walid al-Shehri, uno dei componenti della squadra di 19 dirottatori dell’11/9, la cui immagine compare accanto a quella del leader. Laden tesse le lodi di al-Shehri, che era tra i terroristi del volo numero 11 della compagnia «American Airlines»: l’aereo fu quello che per primo si abbattè sull’obiettivo, la Torre Nord del World Trade Center di Manhattan, alle 8,46 ora locale, quando in Italia erano le 14,46. Il video, racconta alla Cnn l’esperta di terrorismo Laura Mansfield, che ha visionato il materiale, dura in tutto poco più di 47 minuti, il nuovo messaggio è indirizzato «tanto al mondo arabo che a quello anglosassone» anche se è presto per dire quali messaggi specifici contenga. Inoltre, ammesso che la voce vanga autenticata, secondo l’esperta Usa ascoltata dalla Cnn, non costituirebbe, ad un primo ascolto, una prova che Osama bin Laden sia ancora vivo.
Set 08
Un breve estratto del nuovo video di Osama bin Laden è stato trasmesso dalla tv satellitare panaraba Al Jazira. Nel video si fa riferimento all’elezione del presidente francese Sarkozy e al nuovo premier britannico Gordon Brown. Osama bacchetta i democratici Usa che, conquistato il Congresso, non sono riusciti a metter fine alla guerra in Iraq Il leader di Al Qaeda accusa l’Occidente di condurre una “cultura dell’Olocausto”, condizionata dal “terrorismo delle multinazionali”, esorta gli americani ad abbracciare l’Islam, dice che l’America è vulnerabile malgrado il suo potere, ma non minaccia nuovi attacchi. Solo un esame più approfondito dei fiotogrammi toglierà ogni dubbio sull’autenticità del video di Osama bin Laden. A questo risultato sono giunti gli esperti dopo la diffusione delle nuove immagini dello sceicco del terrore. Nel video, il primo dal 2004, Osama compare con la barba nera,e non brizzolata, e più corta rispetto alle ultime apparizioni. I riferimenti temporali citati nel nastro, tra cui quello dell’ anniversario della bomba atomica su Hiroshima, fanno risalire la registrazione all’inizio di agosto.
Il nuovo nastro di bin Laden ci ricorda “il mondo pericoloso in cui viviamo”. Così il presidente americano, Bush, commenta l’ultima registrazione dello “sceicco del terrore”. Da Sydney, dove si trova in visita, il capo della Casa Bianca sottolinea la necessità di “mostrarci risoluti a lavorare insieme per proteggere i nostri popoli, negando ad Al Qaeda di potersi nascondere in angoli sicuri”. “Trovo significativo che nel nastro si parli dell’Iraq.Ciò conferma che l’Iraq è parte integrante della guerra contro l’estremismo”, ha puntualizzato.
Set 03
Il “Corriere della Sera” informa su un serrato dibattito sulla “Shoah” . E un poveretto, a leggere il titolo, si illude. E pensa ad un approfondito dibattito per stabilire la verità sulla “leggenda del XX° Secolo“. Niente di tutto questo. La querelle verte se sia lecito o meno arricchire la “leggenda Shoah” con episodi inventati e più o meno verosimili. E su questo gli animi si scaldano. Senza che alcuno avverta la futilità della discussione.
Mi spiego con un esempio: Giudei e Mussulmani proibiscono la riproduzione delle immagini. I Cristiani, invece, hanno creato dei capolavori artistici. Ovviamente resta il problema di fondo: credete o non credete in Jahvé, in Cristo e in Allah? E questo a prescindere se le loro immagini sono state riprodotte o meno. Per nostra fortuna, sulla “Shoah” non si può e non si deve dubitare. La si può abbellire con episodi inventati, la si può rendere più appetibile con qualche amorazzo tra nazisti ed antinazisti. Ma la Shoah non può essere oggetto di ricerca storica, di critica, di dibattito. Si deve credere. E la galera a chi non crede.
Rassicuratevi. Una volta accettata come vera la “leggenda Shoah“, siete padronissimi di non credere in Jahvé, in Cristo e in Allah. Perché, grazie a Dio, viviamo in un paese libero. Ci sono dei postacci, invece, nei quali si deve credere in Dio, ma si può dubitare della Shoah. Per questo loro, i “giudeocristiani“, si danno tanto da fare per “esportare la democrazia“. Per liberarli dalle superstizioni religiose. E per imporre a tutti la leggenda della Shoah, la religione dei millenni a venire. E la galera a chi rifiuta di crederci