Ott 18

Molti lettori hanno scritto per commentare il mio primo pezzo sul V-day: chi d’accordo (i più) e chi no, come prevedibile (lettere che pubblicheremo nell’apposito spazio).

A tutti devo una precisazione o correzione.

Mi sono domandato se Grillo «ha le capacità».

Ciò che volevo dire è, più precisamente, «se saprà assumersi la responsabilità» che la manifestazione gli ha addossato, e delle speranze che sta suscitando.

Certo sembra strano domandarsi se Grillo è responsabile, quando abbiamo sul collo politici la cui irresponsabilità è plateale e spudorata: quando abbiamo un ministro come Mastella, disposto a rovinare l’Italia pur di distribuire favori alla sua famiglia ed alle sue clientele irpine.

Ma quella è, appunto, la Casta dei parassiti.

Che siano irresponsabili, è ovvio.

Invece il problema si pone per chi voglia contrastarli.

Provo a spiegarmi.

Per forma mentis, un attore non esercita alcuna responsabilità.

Il suo scopo comincia e finisce nel trovare una buona battuta, nel suscitare l’applauso.

Anche a costo di esagerare, ovviamente: la funzione del comico - la sua seria funzione sociale - è identica a quella del caricaturista: mettere alla berlina, deformare i tratti degli avversari esagerandone i vizi, per meglio metterli in luce.

Un comico che fosse «responsabile» non farebbe ridere nessuno.

Quando dunque uno come Grillo entra in politica, dovrebbe imparare rapidamente ciò che non è abituato a fare.

Capire al volo che la sua professione è cambiata.

Sarà capace?

Questo mi chiedevo.

Me lo chiedo ancora di più oggi, dopo le interviste che, in seguito al suo successo «politico», Grillo rilascia a destra e a manca, sparando su tutto.

In una se la prende col Papa: secondo lui, deve lasciare che i preti si sposino, altrimenti diventano tutti pedofili.

Domando sommessamente: il matrimonio dei preti fa parte del programma di Grillo?

E’ questo uno dei motivi per cui ha riunito 300 mila persone, chiamandole alla rivolta?

Dal punto di vista ideologico, Beppe Grillo è un radicale pannelliano minore: pro-aborto,

pro-eutanasia, droghe legali, chi più ne ha più ne metta. Continua »

Ott 16

Un vicepremier, Francesco Rutelli, un governatore, Renato Soru, un candidato di Agrigento, Giuseppe Arnone. Contestano i voti, l’organizzazione. Chi dice «brogli», chi «procedure scombinate». Per Soru parlano i fatti. Si è recato nella sede dei Ds per impugnare il voto in Sardegna: il voto delle primarie del Partito democratico che da piazza Santi Apostoli ieri si ostinavano a definire, con orgoglio e monotonia, «trasparente». E intanto da tutta Italia spuntavano casi di voti ripetuti, voci di affluenze che apparivano organizzate. Abbiamo votato domenica con Cristian, romeno, per cinque volte a Roma. Abbiamo votato con Micaela, 17 anni, per altre tre a Milano. Ma forse era solo l’inizio.

«Con questi brogli nasce il Partito democratico dei mascalzoni», scrive dalla Sicilia, e lo griderebbe se potesse, il candidato Giuseppe Arnone. E ha presentato una denuncia alla Digos. Ha chiamato i carabinieri nei seggi. È successo un pandemonio, domenica per le primarie del Pd, ad Agrigento.

Parlano di macchine cariche di extracomunitari accompagnati da «passeur», accompagnatori, di strane promesse: «Non votate per l’altra lista sennò vi cacciano dall’Italia». Ma anche dalla Campania arrivano notizie su operazioni non chiarissime. E addirittura Francesco Rutelli a metà pomeriggio dichiarava: «Sono molto preoccupato, mi hanno riferito di procedure quantomeno scombinate e denunce di poca trasparenza».

Il presidente della Sardegna Soru, sconfitto, annuncia di essere «moralmente e politicamente il vincitore». Era in guerra contro il senatore fassiniano Antonello Cabras, ma rivendica: «La differenza di voti con Cabras è inferiore al numero delle schede annullate, che erano tutte a mio favore». Il segretario regionale dei Ds Giulio Calvisi gli ha risposto: «Questa è una casa di vetro dove gli atti sono a disposizione di tutti».

Non sono certo di vetro le urne con gli incassi delle primarie. Al momento ci sono proiezioni e non cifre certe: «Abbiamo detto che hanno votato 3 milioni e 400mila elettori giusto? - calcolava il coordinatore per la Margherita Mario Barbi, a piazza Santi Apostoli, con alcuni giornalisti - dunque abbiamo guadagnato almeno 3 milioni e 400mila euro. Ne abbiamo spesi 2 milioni. Siamo ampiamente sopra».

Ma quali sono i numeri reali? Striscia la notizia ieri ha mandato in onda un servizio simile a quello del Giornale, mostrando come fosse facile votare più volte domenica, fino a sei a Roma e quattro a Milano. Ma ieri il neosegretario Veltroni ripeteva: «Anche questo è uno degli eventi patologici. Non si può fare neanche un’elezione di condominio senza che qualcuno gridi ai brogli». E Piero Fassino, come un giradischi: «Quelli di Forza Italia hanno il chiodo fisso dei brogli e non se lo tolgono dalla testa». Ci sono le foto, le ricevute, le testimonianze dirette. Non importa: da Piazza Santi Apostoli sono stati lanciati fulmini: «Un solo quotidiano ha tentato di appannare una grande festa della democrazia», ha borbottato il coordinatore Antonello Soro. E in serata l’ufficio stampa dei Ds ha accusato Striscia di «solerzia nell’emulare il Giornale».

La festa al Pd non l’ha fatta però solo Il Giornale, ma anche gli addetti ai lavori: «La macchina organizzativa della Campania non ha brillato - conferma al Giornale Donato Mosella, capo della segreteria politica di Rutelli e candidato a Napoli - né prima, né dopo il voto. Fortunatamente da Roma sono arrivati dei funzionari per fare in modo che nessuno abbia la tentazione di alterare un voto limpido, con volontari bravissimi». Campania commissariata per le primarie? «Ci sono dei rallentamenti, delle sciatterie, al centro Utar di Napoli dove sono i verbali…».

Il candidato agrigentino Arnone, vicino alla Margherita, in corsa contro il viceministro delle Infrastrutture Angelo Capodicasa, racconta al Giornale: «Ho chiamato i carabinieri perché vedevo arrivare al seggio battaglioni di extracomunitari, erano accompagnati dai caporali, sempre le stesse persone. Ne conoscevo uno. Lo fermo e gli dico: Mohamed, ma come mai siete tutti qui a votare? E lui: “Siamo qui perché votiamo per la lista che vuole l’immigrazione contro la lista che ci vuole mandare a casa”. Tutti avevano in tasca il facsimile di Capodicasa».

Ott 16

Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia, nel corso di una videochat con i lettori di Gazzetta.it alla domanda su un eventuale collaborazione e dialogo col nascente Partito Democratico da parte del centro destra dice: “Noi siamo sempre aperti al dialogo, ma ricordo che nel 2006 la notte stessa dello spoglio, e aggiungo dei brogli elettorali, noi abbiamo offerto subito alla sinistra di sederci attorno a un tavolo per trovare soluzioni condivise. La sinistra ci chiuse arrogantemente la porta in faccia! Dopo un anno di malgoverno sarebbe assurdo che noi ci assumessimo mezza responsabilità del disastro che ha fatto questo esecutivo. Solo due italiani su dieci hanno fiducia in questo governo, deve andare a casa. Non si può governare contro l’80% degli italiani!

Il Partito Democratico ha prodotto 5 partiti, perchè si sono staccate frange importanti. Credo che avranno in casa una situazione molto più difficile di prima, i rapporti con la sinistra antagonista saranno gli stessi. Un altro presidente del Consiglio dell’Unione al posto di Prodi avrebbe gli stessi problemi, o accettare i diktat della sinistra marxista o andare a casa. Non credo che dopo lo show mediatico del Pd, che presto svanirà, ci saranno cambiamenti per la sinistra”.

Stupisce l’indisponibilità al confronto sulle regole di convivenza democratica. Dario Franceschini, numero due del Pd e capogruppo dell’Ulivo alla Camera, ribatte così a Silvio Berlusconi che oggi ha escluso ogni dialogo con la maggioranza sulle riforme: “La legge elettorale va fatta con una maggioranza più larga di quella di governo e la settimana prossima ci saranno le riforme costituzionali in Aula. Sarebbe bene che anche il centrodestra chiudesse la fase di contrapposizione cieca che per noi è ormai conclusa. Perchè alcune cose, come la scrittura delle regole, prescindono dall’essere maggioranza o opposizione.

Ott 08

Come previsto, Grillo non fondera’ un partito. Del resto , sarebbe stato uno stupido a farlo. Del resto, per la nostra classe politica e’ meglio che la gente arrabbiata corra dietro a Grillo: panem et circenses, e Grillo di circenses ne ha da vandere.Credo che il comico genovese abbia trovato una “menticciola” politica, la quale lo sta consigliando bene.

Innanzitutto, il numero di grillini non e’ sufficente ad influenzare le politiche, almeno finche’ c’e’ il sistema proporzionale.

Puo’, invece, minacciare seriamente i governi locali: i 50.000 di Bologna possono tranquillamente capovolgere il risultato elettorale di Cofferati, se vogliono.

Ma i comuni sono particolarmente vulnerabili per una ragione: ogni anno la giunta deve far approvare un bilancio. Se perde la fiducia in quel momento, la giunta e’ decaduta per legge e si torna a votare.

Immaginate cosa significa: nessuno dei due schieramenti vorra’ fare a meno dei voti di Grillo mentre elegge il sindaco. Ma cosi’ entreranno in comune i grillini.

I quali possono far perdere la maggioranza al sindaco al momento dell’approvazione annuale del bilancio.

Direte voi: va bene, ma le amministrazioni locali sono poca cosa.

Falso.

Ott 08

Non mi piace creare polemiche, ma la notizia riportata del “burlone” Burlando che se ne va contromano ha colpito anche me quando la udii attraverso un TG. Ciò, non tanto per la persona che ci comunicano essere artefice del reato per violazione del Nuovo C. S, ma per la palesata incapacità alla regolarità di conduzione di un mezzo a motore che è dimostrata da troppa gente nel non sapere ottemperare i dispositivi di legge, in questo caso imposti per la tutela della salute pubblica specialmente altrui.

Il brevetto di guida conseguito attraverso la testimonianza certificata dello Stato, al bisogno rappresentato da ufficiali medici o sanitari civili abilitati, in altre parole la cosiddetta patente di guida per la conduzione di veicoli a motore di diversa natura e potenza, in sé dichiara che il detentore è abile al superamento delle necessità, anche improvvise e prevedibili, collegate con l’esercizio svolto.

Perciò proprio non comprendo come sia possibile per un soggetto dichiarato sano di mente, e con S.N.C. senza lesioni, di non rendersi conto d’essere in controsenso, o, in ogni modo, di voler continuare la propria riconosciuta errata manovra.

Se dovessimo seriamente esaminare tali comportamenti secondo la neurologia e la psichiatria, emettendo un referto medico legale sostenibile in dibattimento, certamente dovremmo affermare che il reo ha menomazioni psichiche e/o fisiche che lo rendono inidoneo alla guida, per esempio, neurologicamente potremmo dimostrare patologie da microsonni, epilessia fotomotoria o d’altra origine, stati crepuscolari della coscienza da natura organica o tossica, anche per uso di sostanze psicotrope non consentite, … Per la psichiatria, invece, le alterazioni del comportamento sono da innesto, o endogene della personalità, con degenerazioni dello stato di critica e giudizio che crea comportamenti anomali. Anche il semplice distrarsi dalla guida, usando il telefono portatile senza vivavoce, è comportamento che ha genesi da disturbi della personalità, fenomeno probabilmente di poca rilevanza in sé, ma di grave mancanza per il prossimo cui è arrecato danno per conscia inadempienza. Continua »

Ott 08

Clemente Mastella non ce l’ha fatta. Dopo essersi lamentato per giorni dell’”agguato” subito a Ballarò (e avere incassato la solidarietà di molti colleghi) ha deciso che doveva dare una dimostrazione di forza.

Ma dal momento che far cacciare un conduttore televisivo è roba per pesci molto grossi (chiedere a Santoro, Biagi e Luttazzi), lui, che risiede a Ceppaloni e non ad Arcore, ha scelto un bersaglio più modesto: un blog, un piccolo diario online reo di non trattarlo con il riguardo dovuto a un ministro.

Mastella ti odio, questo il nome del sito incriminato, si è così ritrovato al centro delle attenzioni della Polizia postale. E che non si tratti di un interesse puramente culturale lo conferma il sito del Corriere della sera.

In attesa di sapere come andrà a finire la vicenda, un suggerimento al Ministro della Giustizia ci sentiamo già di darlo: apra gli occhi, getti lo sguardo oltre i confini nazionali e osservi quello che personaggi politici di spicco (alcuni, sia detto con rispetto, molto più in vista di lui) accettano di subire dall’internet.

Bastano un paio di ricerche su Google e scoprirà, per esempio, quanto sia stoico George W. Bush nel sopportare gli strali che provengono, per esempio, dal blog Love America, Hate Bush, dedicato ai misfatti dell’attuale presidente, oppure dal sito WhyWehateBush.

Scoprirebbe poi che simile dose di pazienza anima Hilary Clinton, che, a quanto ci risulta, non sembra minacciare di far scomparire dalla faccia della rete BlogsAgainstHillary, un diario online dedicato a contrastare il suo percorso alla Casa Bianca a suon di denunce di scandali e diffusione di video, e nemmeno GottaStopHillary e AgainstHillaryClinton.

Si potrà dire che lo stoicismo dei due illustri colleghi di Mastella è decisamente aiutato (per non dire imposto) dalla legislazione e dalla cultura americana, che ritengono libertà di espressione un valore superiore alla reputazione di un uomo, per importante che sia. Vero, ma si potrebbe ricordare al Ministro che, indipendentemente dalle leggi, la reputazione è il bene più prezioso di un uomo politico. E che a metterla a repentaglio.

Ott 07

“E’ arrivato il momento di ridare qualcosa indietro a chi le tasse le paga per davvero”. Lo dichiara al convegno dei giovani industriali a Capri,il presidente della Confindustria,Montezemolo “Chi evade -dice- è come uno che ruba,e l’evasione e il lavoro nero sono la peggiore offesa a chi le tasse le paga regolarmente, e tra coloro che le pagano ci sono gli operai delle fabbriche e gli impiegati che hanno la trattenuta in busta paga”. Montezemolo chiede che le “tasse degli italiani” vadano per sicurezza, infrastrutture e servizi. Poi plaude ai tagli dell’Ires e Irap. Infine sul protocollo sul welfare: “Per noi è immodificabile”.

Ott 05

Ad un anno circa dall’introduzione della Legge sull’indulto, fortemente voluto dall’ineffabile ministro volante Mastella e dopo migliaia di reati da esso provocati con anche una bella quota di morti ammazzati ( ma sai quanto glie ne frega a Mastella e soci..!) ci stanno di nuovo dicendo che le carceri sono piene un’altra volta.. ( fonte Corsera del 21-’9-’7)A questo punto abbiamo varie alternative:

   1.      Costruire altre carceri per metterci dentro i delinquenti, così come la legge impone ( Imporrebbe..) o perlomeno riattivare e/o ristrutturare quelle diverse decine di carceri abbandonate perchè non erano abbastanza “confortevoli”

   2.      Fare un ennesimo indulto privilegiando il benessere dei delinquenti rispetto alla integrità fisica ed al diritto alla difesa dai crimini dei Cittadini.

   3.     Riformare la magistratura e soprattutto le leggi di procedura penale in modo da accelerare un poco i processi e definire quelle situazioni di “attesa di giudizio” che, a parere dei buonisti sono la causa dell’affollamento delle carceri, anche se poi le statistiche delle sentenze ci dicono che la maggio parte di chi è in attesa di giuduizio viene poi effettivamente condannato.

   4.      Tenere finalmente conto che il fatto che gli extracomunitari siano il 5% della popolazione, ma rappresentino il 50% dei carcerati ha un preciso significato ( :gli extracomunitari delinquono dieci volte di più degli italiani..!) e di conseguenza rivedere drasticamente la politica “dell’accoglienza” identificando con il DNA i nuovi immigrati ed espellendo per sempre quelli che si macchiano di certi reati. Continua »

Ott 04

Più impressionante e significativa della stessa manifestazione di Beppe Grillo è stata la reazione del mondo politico e di quella sua dependance che è il sistema televisivo.

Prima si è cercato di ignorare il fenomeno, di nasconderlo, di oscurarlo. il TG1 ha dato una brevissima notizia, senza immagini, del “V-Day”, il TG5 è riuscito nell’impresa di far apparire semivuota una piazza che era invece gremita e debordava nelle vie circostanti. Poi, di fronte alll’evidenza, si è passati alla demonizzazione del comico genovese. Un po’ la stessa tattica seguita con la Lega Nord che era anch’essa, almeno ai suoi inizi, un movimento antipartiti. Anche se questa volta le cose, data l’accelerazione stratosferica che sta avendo il nostro tempo, sono andate molto più velocemente. Grillo è stato bollato, in modo bipartisan, come fenomeno da baraccone, populista, qualunquista, fautore di una “deriva fascista”. Prodi, definito scherzosamente dal comico “Valium” o “Alzheimer”, ha ricevuto la solidarietà di tutti i partiti, e il suo linguaggio è stato definito di “sconcertante immoralità” (Sandro Bondi), come se gli uomini politici in questi ultimi anni non ci avessero abituati a ben di peggio, fuori e dentro il Parlamento tanto da subire, proprio recentemente, un duro richiamo dalla Corte di Cassazione nell’ambito di una sentanza che si occupava del turpiloquio politico. Anche il presidente Napolitano ha sentito il bisogno di scendere in campo (definendo “pericoloso un clima in cui i partiti vengono messi indiscriminatamente sotto accusa”), in una contesa che non lo riguarda per nulla, se non per il fatto di essere, come Capo dello Stato, non solo il principe dei privilegiati ma perchè gode di questi privilegi da epoca immemorabile non avendo mai fatto altro che il parlamentare e non avendo lavorato un solo giorno in vita sua. Ma l’intervento più grave è stato quello del direttore del TG2, Mazza, che con un linguaggio circonvoluto e allusivo nella forma ma chiaro nella sostanza ha sostenuto che Grillo eccita il terrorismo e che se domani qualcuno attenterà a uno dei suoi bersagli polemici la responsabilità morale ricadrà su di lui. E’ una minaccia inaccettabile, squadrista, perchè tende a rendere criminale e impossibile ogni critica al sistema dei partiti che, esca dal più scontato, banale e innocuo “politically correct”. Inoltre innesca un circolo vizioso e perverso perchè se domani dovesse accadere qualcosa a Grillo potrebbe essere addebitato a Mazza. Continua »

Ott 04

L’intera Striscia di Gaza con il suo milione e mezzo di palestinesi è stata proclamata “entità nemica” da Israele, che richiamandosi al diritto internazionale, ha così deciso di adottare un piano di sanzioni economiche. Le forniture di carburante ed energia elettrica verranno ridotte, le frontiere saranno chiuse al transito della popolazione e delle merci e sarà consentito solo il passaggio degli aiuti umanitari. “Ridurremmo l’erogazione dei servizi senza tuttavia provocare un’emergenza umanitaria” ha precisato il ministro degli esteri Tzipi Livni, illustrando il significato del piano adottato dal consiglio della difesa, che all’invasione militare ha preferito la strada delle sanzioni come forma di rappresaglia contro il continuo lancio di razzi Qassam da parte dei miliziani palestinesi. “Puntiamo sul fatto che sia la stessa popolazione a fare pressioni su Hamas per far cessare questi attacchi che non producono nulla di buono per i palestinesi” ha aggiunto la Livni. Al suo fianco c’era il segretario di Stato americano Condoleezza Rice, giunta in Israele per preparare la conferenza internazionale di pace che gli Stati Uniti hanno convocato per metà novembre a Washington. “In quella conferenza si dovranno discutere le questioni fondamentali” della crisi israelo-palestinese, aveva annunciato la Rice a bordo dell’aereo di Stato che la conduceva verso Tel Aviv. Consapevole che le sanzioni contro la popolazione di Gaza adottate in coincidenza con il suo arrivo non agevolano il dialogo, la Rice ha così tenuto a precisare che “per il governo degli Stati Uniti l’entità nemica è Hamas”. Un distinguo che sembra prendere le distanze dalle sanzioni che invece di punire il movimento armato, sembrano destinate in realtà a colpire la popolazione civile. L’introduzione di sanzioni economiche a danno della Striscia “equivale a una dichiarazione di guerra” ha detto a Gaza il portavoce di Hamas, Fawzi Barhum. Da giorni le milizie palestinesi stanno provando a blindare la Striscia costruendo barricate e preparandosi a fronteggiare una eventuale invasione israeliana. Il taglio della luce elettrica al posto dell’ingresso dei carri armati lascia però poco spazio al ruolo delle milizie, ricompattando così (a dispetto delle aspettative israeliane) l’ala più politica di Hamas con quella di al Fatah. Contro l’adozione del nuovo embargo si è infatti immediatamente espresso anche il presidente palestinese Abu Mazen (Mahmud Abbas) che domani incontrerà Condoleezza Rice, ma che a Ramallah ha definito il gesto di Israele “una decisione arbitraria”. Fonti del governo del premier Salam Fayyad, hanno aggiunto che “chiederanno agli Stati Uniti di esercitare pressioni su Israele per recedere da questa decisione destinata a colpire unicamente il popolo palestinese”. Posizione una volta tanto vicina a quella espressa anche dal portavoce del premier destituito di Hamas Ismail Haniyeh, Taher al-Nunu, secondo il quale l’iniziativa del governo israeliano “costituisce una punizione collettiva nei confronti del popolo palestinese che equivale a un crimine di guerra, crimine che la comunità internazionale.