E’ questo uno di quei casi di cui non vorremmo non solo occuparci, ma neppure sentirne parlare. Purtroppo accadono. Ed è accaduto. Un uomo è stato arrestato dalle volanti della Polizia Stradale di Viareggio sulla Bretella, all’altezza dell’uscita del casello di Massarosa. La doppia accusa: sottrazione di minore e violenza sessuale. L’uomo, un muratore di cinquantun anni di Massarosa, si è reso responsabile dell’orribile crimine nei confronti di una bambina di soli undici anni, residente in Liguria con la madre e il nuovo compagno della stessa. Una brutta vicenda, che risale all’inizio della scorsa estate. Il muratore, che era amico della madre, divorziata e ora stabilmente riaccompagnata, era riuscito a conquistarsi la fiducia della famiglia e la simpatia della bambina, figlia della donna. La minore aveva poi confidato alla mamma di essersi innamorata dell’uomo, più vecchio di lei di quaranta anni, di aver avuto con lui ripetuti rapporti sessuali e di aver preso la decisione di andare a vivere con lui, affermando di non voler più stare in casa con la famiglia. La madre, che ha cercato con tutte le sue forze e in tutti i modi possibili di far desistere la bambina dall’insano sentimento e invaghimento, ne ha anche parlato con l’uomo di Massarosa. Il quale, però, anziché allontanarsi come presenza scomoda dalla vita della bambina, non solo è rimasto in contatto con lei ma l’ha caricata sulla sua macchina, deciso a portarla a vivere con sé nella sua abitazione di Massarosa. Quando la madre si è accorta dell’accaduto ha allertato le Forze di Polizia liguri. Le volanti della Polizia Stradale di Viareggio hanno rintracciato l’autovettura dell’uomo in autostrada, lo hanno fermato, arrestato e portato in carcere a Lucca. L’uomo, denunciato di sottrazione di minore e violenza sessuale, è nel frattempo stato rimesso in libertà in attesa del processo. La bambina è invece stata affidata dai Servizi Sociali ad una casa famiglia. Si aprirà a giorni un delicato procedimento. In materia di reati sessuali nei confronti di minori, in considerazione delle complesse implicazioni che la materia stessa comporta, sarà necessario un esame sia dell’attitudine psicofisica della minore ad esporre le vicende in modo utile e esatto sia della sua posizione psicologica rispetto al contesto delle situazioni interne ed esterne. Un’indagine psicologica su aspetti fondamentali : l’attitudine della minore a testimoniare, sotto il profilo intellettivo e affettivo, e la sua credibilità, per l’ accertamento della sua capacità di recepire le informazioni, di raccordarle con altre, di ricordarle e di esprimerle in una visione complessa, da considerare in relazione all’età, alle condizioni emozionali, che regolano le sue relazioni con il mondo esterno e la qualità e natura dei rapporti familiari.
Scarica musica e si trova sul pc materiale pornografico. E’ capitato qualche giorno fa, ad una ragazza di Viareggio. Scaricare sarebbe illegale. Ma così fan tutti. Soprattutto i giovani. Ed anche i più “attempati”. Con quello che costano i cd. La ragazza, amante della musica anni ‘60, ha cercato, utilizzando Emule, vecchie canzoni di Mina. Il suo idolo. Trovata la collection che le interessava, ha dato l’ok al programma ed è andata a dormire. La mattina successiva, prima di andare a lavorare, ha controllato se il programma aveva finito di scaricare i file musicali, ha spento il computer ed è uscita di casa. Nel tardo pomeriggio, tornata dal lavoro, ha riacceso trepidante il suo pc per ascoltare le note delle canzoni di Mina. Li la brutta sorpresa. Invece che le canzoni si è trovata salvate circa duemila foto di bambine molto piccole, tutte truccate come piccole Pretty Baby e in atteggiamenti inequivocabilmente pornografici. Disgustata da quanto visto, e preoccupata sul come fosse stata possibile una cosa del genere, visto che aveva cercato canzoni, si è precipitata al Commissariato di Pubblica Sicurezza di Viareggio ed ha denunciato l’accaduto alla Polizia. In realtà quando si “scarica” non si scarica. Non si utilizza il vero e proprio download, ma lo sharing, o peer to peer. E qui sta il pericolo. Per capire come funzioni ci siamo rivolti direttamente alla Polizia Postale. “Il pericolo del file sharing o peer to peer, dove è possibile scaricare qualsiasi genere di file usando programmi come emule, kazaa, winmx ed altri – ci ha spiegato il Comandante - sta nel fatto che non si è mai certi del reale contenuto del file che si sta scaricando sino al termine del download”. Spesso cioè accade che i file scaricati contengano virus oppure un altro genere di file diverso da quello che si cerca : ad esempio un video al posto di un file audio. La cosa più pericolosa sta anche nel fatto che all’interno di un file, che sia video, audio, o altro, vi sia invece materiale pedofilo. “La gravità per chi scarica – precisa il Comandante della Polizia Postale -, oltre a dover guardare quelle terribili immagini o video, sta nel fatto che i programmi di file sharing nel mento in cui viene fatta un download del file, automaticamente lo mettono in condivisione, con aggravio di un’eventuale sanzione penale che passa da detenzione a divulgazione”. Occhio quindi alle conseguenze: si può essere passibili di denunce.
Ma è legale o meno scaricare musica? Cerchiamo di fare il punto della situazione. Le opere musicali, in Italia, sono protette dal diritto d’autore. La legge è la famigerata numero 633/41, più volte modificata ed aggiornata. Tale legge tutela le opere musicali in quanto opere dell’ingegno a carattere creativo. Tale tutela comporta vari diritti per l’autore sia di tipo morale che economico.In sostanza l’autore ha sull’opera un dominio totale. La SIAE (Società Italiana degli Autori ed Editori) è l’organo che ha come funzione istituzionale quella di tutelare il diritto d’autore provvedendo a far sì che ad ogni sfruttamento dell’opera musicale corrisponda un equo compenso per l’autore.Ma un modo per scaricare legalmente esiste: Downlovers è un servizio online del tutto gratuito, che permette di scaricare musica di autori conosciuti coperta da diritti d’autore in modo sicuro, legale e gratuito.Ma come tutti sanno, nessuno fa niente per niente. Quindi è lecita la domanda “dove sta l’inganno?” “Niente trucchi e niente inganni”, si legge sul sito. Il portale si sostiene sfruttando la pubblicità, infatti prima del download del brano viene mostrato uno spot pubblicitario, e con i guadagni derivanti da questo spot il portale pagherà i diritti d’autore alle relative case discografiche.
Omissione di soccorso. E guida sotto gli effetti dell’alcol e degli stupefacenti. Questo il doppio capo di accusa per un paracadutista della Brigata Folgore di Livorno, rinviato a giudizio dal Pubblico Ministero e sotto processo al Tribunale di Lucca sezione distaccata di Viareggio. I fatti risalgono al ventisei dicembre del 2005. Alle quattro di notte. L’imputato, F. R., di trentun anni, difeso dall’avvocato Andrea Esposito del Foro di Firenze, era appena uscito da una nota discoteca di Forte dei Marmi, il Midhò, dove aveva trascorso una serata in compagnia di un amico, e commilitone. Mentre percorreva il lungomare, in direzione sud, alla guida della sua autovettura, un’ Alfa GTV, ha investito un pedone, che stava attraversando la strada, sulle strisce, prendendolo letteralmente in pieno. Il ragazzo investito, parte offesa che si è anche costituita parte civile per il risarcimento dei danni dando mandato all’avvocato Massimo Neri del Foro di Lucca, nell’impatto rimbalzò sul vetro anteriore della macchina, mandandolo in frantumi nel lato destro, e fu poi scaraventato sull’ asfalto ad oltre trentacinque metri di distanza. L’auto investitrice fu fermata dopo circa ottanta metri, ad un posto di blocco di tre pattuglie dei Carabinieri della Radiomobile che stavano effettuando i controlli etilometrici. Accusato di voler scappare, e in evidente stato confusionale, il conducente, rimasto illeso, fu accompagnato dagli stessi carabinieri all’Ospedale per essere sottoposto all’esame dell’ alcotest ed agli esami tossicologici. Esami dai quali emerse che il conducente aveva assunto un micidiale coktail di alcol, cannabis, ecstasy, anfetamine e cocaina. Il ferito, che giaceva svenuto sull’asfalto, fu soccorso dagli amici, testimoni poi nel processo penale contro l’investitore insieme agli uomini dell’Arma che avevano effettuato i primi rilievi, e poi trasportato da un’ambulanza del 118 al Pronto Soccorso del vicino nosocomio. Lesioni multiple alle gambe, e lesioni interne all’intestino. Sei i mesi di permanenza all’Ospedale. E, ancora oggi, la vittima ne subisce le conseguenze. Con perni all’ossatura degli arti inferiori. Ieri all’udienza davanti al giudice Isabella Saba è stato escusso l’unico teste della difesa: l’amico, e compagno di caserma, che al momento dell’incidente era seduto a fianco del conducente e che rimase ferito alla faccia per lo scoppio del parabrezza, ha dato opposta versione dei fatti rispetto a quella degli amici del ragazzo investito e a quella dei Carabinieri, negando, come ha fatto lo stesso imputato, che F. R. non si sia fermato e abbia cercato di scappare. Terminata la fase istruttoria e l’escussione dei testi citati, per le conclusioni e la sentenza, il giudice unico del Tribunale di Viareggio, dottoressa Isabella Saba, ha rinviato all’udienza del 2 febbraio prossimo.