Dic 02

Temo che, per la “destra”, siano tempi bui. Troppi partitini a rivendicarne la rappresentanza: AN (di Fini), la “Destra” (di Storace), Azione Sociale (di Alessandra Mussolini), il MSFT (di Romagnoli), il MIS (di Rauti), Forza Nuova (di Fiore), il Fronte Sociale Nazionale (di Tilgher) e…. potrei continuare.Condivido anche il rimpianto verso il Movimento Sociale Italiano. Purché si abbia il coraggio intellettuale di ammettere che, dentro il MSI, nacquero e crebbero quei virus che ne determinarono la morte. Mi spiego. Il MSI nasceva dopo una sconfitta militare. E, al suo nascere, si diede per missione di guardare al “FASCISMO”, come ad un momento della storia patria: “senza restaurare e senza rinnegare”. Sarebbe stato necessario, dunque, dar vita ad una qualche “scuola di partito” che studiasse il fascismo e ne sceverasse i lati positivi, i problematici e, perfino, i negativi.

Niente di tutto questo. Si fece, invece, la politica del “giorno per giorno”, immersi nella cronaca, che altri determinava e che noi potevamo solo contrastare. Finì, dunque, che si perse il senso della missione: studiare il fascismo non per restaurarlo ma per rivendicarne la parte positiva. E ci si avviò verso una notte buia nella quale “tutti i gatti erano bigi”. Ad un punto tale che, morti Almirante e Romualdi, la maggioranza dei missini preferì eleggere alla Segreteria Fini (un giovanotto che aveva l’unico merito di essere telegenico) a Rauti (un vecchio intellettuale che sul fascismo aveva scritto molto e qualcosa se ne intendeva).

C’è da meravigliarsi se poi Fini, telegenico ma ignorante, ripudiò il Fascismo? E dichiarò che il “Fascismo era il male assoluto”?

La volpe della vecchia favola, nel vedere una maschera teatrale, ebbe a dire: “che bella faccia, peccato che non ha un cervello”. I missini degli anni ’90, invece, invitati a scegliere tra la “faccia” e il “cervello”, scelsero la faccia. Cominciò allora la “confusione delle lingue”. Ed una serie ininterrotta di scissioni.

Dic 02

Ormai è chiaro: Romano Prodi, con la sua aria bonacciona ma non troppo di “parroco di campagna”, li ha fatto fessi. E, in occasione della campagna elettorale per le Nazionali 2006, ha steso un lungo e dettagliato programma per “intercettare i voti della sinistra” ma, vinte le elezioni, ha invocato il “realismo politico” per rimangiarsi il programma solennemente scritto. Gli tiene bordone Eugenio Scalfari, il santone della sinistra chic, che chiarisce che “Prodi e i suoi” sono, nel centrosinistra, i “pochi intelligenti”. Circondati, però, da “molti stupidi”, tanto stupidi da credere al programma stilato da Romano Prodi per vincere le elezioni.

Parrebbe, dunque, che io me la goda ad illustrare la perfidia di Prodi e di Scalfari e la dabbenaggine della sinistra estrema. Ma non è così. Riconosco che, da quelle parti, ci sono intelligenze e passioni. Solo che…. Solo che sono prigionieri del passato e dei suoi miti. Tanto per dire: “a sinistra” si riconoscono ancora nella “resistenza”. E, malgrado siano passati molti anni dal 1945, e malgrado il liberalcapitalismo abbia dimostrato che, dopo avere abbattuto il “nazifascismo”, ha puntato le sue armi contro il “marxleninismo”; loro, “a sinistra”, restano abbarbicati ad un “mito” che più ingannevole non si può. Ecco: “la resistenza in Europa contro il nazifascismo” fu un momento della lotta scatenata dal liberalcapitalismo contro tutte le ideologie nate per contestare le ingiustizie del liberalcapitalismo. Così facendo, restano prigionieri in quello che i Francesi definirebbero “un cul de sac”, facendosi “retroguardia” senza prospettive ideali.

Prigionieri del passato e dei suoi falsi miti, la sinistra annaspa per uscire dalla situazione nella quale è stata cacciata dalla “perfidia” di Romano Prodi. E ci si chiede: “conviene stare ancora al governo”? E si risponde: “si può anche morire per Danzica, ma non si può certo morire per Prodi”. Questo, almeno, “a parole”. Solo che, allorquando 14 deputati del PDCI alla camera escono dall’Aula per “non votare la fiducia a Prodi”, tutti a gridare al “tradimento del PDCI”. Intendiamoci: la fiducia a Prodi è passata lo stesso perché quei 14 voti in meno erano ininfluenti. E, cionondimeno, a sinistra si grida contro il “tradimento del PDCI”. Segno evidente che, a sinistra, si conta di “abbaiare contro Prodi”. Ma quanto a “mordere” non ne hanno proprio l’intenzione. Abbarbicati come sono alle loro poltrone.

Dic 02

Già in altre occasioni ho avuto modo di chiarire che il Fascismo non ha nulla a che vedere  con la Destra storica risorgimentale .

Se qualcuno vuole approfondire l’argomento può andare a trovare sul motore di ricerca di Google la voce “destra risorgimentale” e troverà vari nomi di presidenti del Consiglio dei Ministri dell’epoca.Da Bettino Ricasoli, detto il barone di ferro, a Luigi Carlo Farini, Marco Minghetti, il marchese De Rudinì, Pelloux, Quintino sella, Saracco, Giolitti, Salandra.Così come potrà chiarirsi le idee cercando la voce “sinistra risorgimentale” trovando nomi come Cairoli, Zanardelli, Agostino de Pretis, Rattazzi, Cairoli ecc.

Questo non esclude che  uomini della Destra storica come Salandra si avvicinarono poi al Fascismo vincente.

Ma il Fascismo non fu mai un fenomeno di destra poichè nella sua opera di trasformazione della società attraverso le sue leggi intraprese una strada politica nuova sia pure con tutti i difetti derivanti dalla diarchia.

Nel secondo dopoguerra, poi, la destra parlamentare italiana era rappresentata dal Partito Liberale Italiano di Malagodi che si riteneva erede della destra risorgimentale e dai due partiti monarchici (Partito Nazionale Monarchico di Achille Lauro e Partito Monarchico Popolare di Covelli).

I parlamentari del MSI ,che raccoglieva i voti dei fascisti, erano collocati alla estrema destra dell’emiciclo parlamentare.Era una collocazione di fatto   proprio perchè quel partito, in quanto in qualche modo collegato al Fascismo, non avrebbe mai potuto avere un suo luogo naturale nel Parlamento.

Che poi alcuni decenni dopo accanto alla sigla del MSI comparve anche quella di Destra Nazionale   ciò è dovuto al fatto che quel partito tentò un allargamento a destra per motivi elettorali anche sotto la spinta di ambienti Nato.Non a caso aderirono a quella operazione uomini come l’ammiraglio Birindelli, che era stato comandante del settore sud della Nato, ed intellettuali quali Armando Plebe che scrisse un libro intitolato appunto :”La Destra”.

Ma questo fa parte del trasformismo strisciante che avveniva nel MSI e che portò quel partito alla sua morte a Fiuggi nel gennaio del 1995.

Che proprio i trasformisti di Fiuggi hanno fatto proprio, ufficializzandolo, il termine Destra ,lo si deve anche al fatto che qualche anno prima era stato travolto dagli effetti di “Tangentopoli” il Partito Liberale, allora guidato da Altissimo ,mentre i due partiti monarchici  erano quasi estinti edalcuni loro esponenti  erano passati in Alleanza Nazionale.

Uno fra i più noti di costoro era Domenico Fisichella ,eletto con Alleanza Nazionale e che è stato anche vicepresidente del Senato.

Non potendoci chiamare pubblicamente fascisti a causa della persistente Legge Scelba, molti usano a sproposito il termine Destra al quale aggiungono aggettivazioni varie quali Nazionale, Sociale ,che dal punto di vista contenutistico non vogliono dire nulla.Questi termini servono soltanto ad aumentare la confusione nel nostro mondo umano che poi è quello che vogliono in fin dei conti i nostri avversari.