Per partecipare ad una campagna elettorale è necessario presentare una lista di candidati con un simbolo ,dopo aver raccolto un certo numero di firme secondo quanto la legge in materia prevede,lmeno per i gruppi politici minori.Accettata la lista, i candidati che ne fanno parte iniziano a girare per il proprio collegio elettorale , nell’ambito del proprio Comune o provincia o regione,organizzando riunioni o comiziando.I comizi, in verità, ormai inflazionati, non sono quasi più di moda ed anche perchè per comiziare bisogna avere quantomeno un po’ d’arte oratoria.E, questa, scarseggia in rapporto al sempre più crescente abbassamento del livello qualitativo dei candidati.
In ogni caso un candidato promette agli elettori un sacco di cose che, se eletto, non potrà mantenere facendo parte dell’opposizione o mantenere difficilmente facendo parte della maggioranza.
Dopo sessant’anni di elezioni di ogni ordine e grado abbiamo imparato.Di quello che promettono i candidati solo il 10%, in generale, viene mantenuto.Ovviamente gli inadempienti trovano poi giustificazioni varie a loro discolpa.E la stessa cosa dicasi dei programmi elettorali sottoscritti dalle grosse coalizioni.
Infatti,se gli elettori si prendessoro a briga di andare a controllare il contenuto del programma elettorale di una coalizione e lo confrontassero con quanto veramente attuato a fine legislatura , si accorgerebbero delle tante cose promesse e non fatte.
Ma non conosco un elettore che sia andato a fare questo controllo, cosa che sta a dimostrare quanto poco interesse o quanta poca maturità politica abbiano gli elettori in generale.
I candidati, nel loro tentativo di essere eletti ,promettono, promettono, promettono.Infatti il sistema elettorale democratico è la “terra della promessa”.
Un’altra caratteristica della vita della rappresentanza consiste nel fatto che chi sbaglia non paga contrariamente a quanto, invece ,accade nella vita normale.
Per cui, a prescindere da quel rappresentante che commette reati previsti dal codice penale per i quali potrebbe scattare un’azione giudiziaria, per gli errori derivanti da scelte politiche non esiste alcuna forma di punizione. Oggi nella scuola hanno proposto di rimettere cose che una volta esistevano. Allora il legislatore che le tolse sbagliò?
E’ chiaro che con questa forma di immunità implicità, ognuno vuole andare a fare il rappresentante del popolo, perchè lo stipendio è buono e, sbagliando, non si paga. Continua »