“Facciamo lo sciopero fiscale perché la gente vuole mandare via Prodi”. Così Umberto Bossi a margine di una manifestazione per Miss Padania a Ponte di Legno, rispondendo su cosa succederà in autunno e se la Lega andrà in piazza. Alla domanda se non si pagano più le tasse il segretario federale della Lega spiega: “Paghiamo alle Regioni invece che allo Stato”. A chi ha chiesto se si tratta di un’iniziativa della sola Lega dice: “Spero che si faccia e che sia un’ iniziativa di tutti perché se no questo governo va avanti all’infinito”.
“Un fatto gravissimo”,anche per le conseguenze nei rapporti con Israele, che denota “arroganza intellettuale” da parte di Prodi. Così Berlusconi ha commentato le parole del premier su Hamas. Il leader di Forza Italia ha poi detto che per le sorti del governo sarà decisivo l’autunno: “O si rifà l’Italia o si muore. Sui rapporti con gli alleati ormai qualcuno ha perso il senso della realtà. Non solo nel centrosinistra, ma anche nel centrodestra”. Sulle “scarcerazioni facili”, in merito al delitto di Sanremo, ha detto che l’agire di certi pm crea sfiducia e “un abisso” tra la gente e la giustizia.
“Basta con la politica dei piccoli aggiustamenti. Quella legge va cambiata e cambiata radicalmente”. Lo dice il segretario di Rifondazione comunista Franco Giordano, riferendosi alla Legge Biagi, in un’intervista al “Corriere della sera”. Altrimenti, aggiunge, Prc non voterà il protocollo sul welfare. “Epifani -aggiunge- ha firmato con riserva”. “Su questo terreno si è deciso di darla vinta a Confindustria”. “In Italia -continua Giordano- settori maggioritari del mondo del lavoro sono rimasti senza rappresentanza politica”. “La darà il grande soggetto plurale che sarà a manifestazione del 20 ottobre”.
Gli alleati della CdL non metteranno in discussione l’attuale assetto del centrodestra e “Casini, in un sistema bipolare dovrà necessariamente restare” nella coalizione. Sono alcune delle anticipazioni di un’ intervista rilasciata a un settimanale nella quale Berlusconi parla anche del caso Unipol-Bnl ribadendo il no alle intercettazioni: “Non siamo garantisti a corrente alternata”. E non faremo come “la sinistra” che ha confidato “sul fatto di ottenere scorciatoie giudiziarie” per avere “una vittoria su di noi”
Mercoledì 1 Agosto è stata pubblicata la lettera scritta a nome dell’Iran dall’ambasciatore all’Onu Mohammad Khazai, indirizzata al segretario generale Ban Ki Moon. La lettera denuncia le azioni giornaliere del regime sionista contro la popolazione palestinese e ricorda che queste azioni sono da considerarsi crimini contro l’umanità. Come spiega la lettera, senza precedenti per il suo contenuto estremamente chiaro ed inequivocabile, da più di mezzo secolo i sionisti hanno dichiarato la fondazione di uno stato illegale e da allora hanno ucciso migliaia di persone, hanno distrutto interi territori, hanno costretto milioni di palestinesi alla fuga ed hanno ridotto alla prigionia un popolo libero. Ed ogni giorno un’altro crimine si aggiunge a quelli del passato. Dinanzi a questo incubo che pare non termini più, non è stato fatto niente per due principali motivi. Il primo motivo è che i sionisti si sono sempre nascosti vigliaccamente dietro il problema dell’antisemitismo ed hanno accusato di antisemitismo tutte le voci coscienti che in questi anni hanno denunciato i crimini contro i palestinesi. Il secondo motivo è il sostegno cieco degli Stati Uniti al Regime di TelAviv che di fatto blocca pure la volontà esistente in seno all’Onu di condannare le malefatte di Israele. Purtroppo questa condizione di impotenza nel condannare Israele, spiega la lettera scritta da Khazai, ha fatto sì che i sionisti possano operare come vogliano ed agire persino nelle maniere più disumane ed impensabili nei confronti dei civili palestinesi. La lettera dell’Iran all’Onu si conclude con una domanda. Se distruggere le case e i campi, murare la gente in dei ghetti, chiudere i passaggi per far morire di fame le persone, interrompere i rifornimenti di medicine verso le zone abitate e torturare le persone non sono crimini contro l’umanità allora che l’Occidente, in primis gli Stati Uniti e le Nazioni Unite spieghino pure come si devono chiamare d’ora in poi queste azioni.
Qualche giorno fa la “ velona “ Alba Parietti nel corso di una lunga intervista, in prima serata, su “ Canale 5 “ all’ on. Vladimiro Guadagno ha voluto ricordare ai telespettatori qualche particolare a “ luci rosse “ , o meglio “ verdi “, sul curriculum del deputato Luxuria prima del suo ingresso in parlamento come rappresentante di Rifondazione Comunista.
Tra i lazzi e frizzi del pubblico in studio e la compiaciuta, ampia, disponibilità ad esternare un protagonismo, malato, marcio, il Guadagno ha rivelato particolari agghiaccianti della sua sfera sessuale, della sua vita privata tirando in ballo, per l’occasione, anche i pregressi in “ marchette “ esercitati sulle strade della Città Eterna e sull’auto-erotismo.
E non c’è affatto da meravigliarsi che né Giordano né Bertinotti abbiano avuto alcunchè da ridire sull’apparizione del loro parlamentare sugli schermi del “ nemico “ Cavalier di Arcore.
Non sarà forse il caso dopo le rivelazioni di “ Striscia la Notizia “ sull’assunzione di sostanze stupefacenti da parte dei parlamentari di Camera e Senato, le cessioni di cocaina in una camera d’albergo dell’ On. Mele a una puttana, sorella di un agente della Volante di Roma, e le oscenità delle prove tricologiche di Allenza Nazionale e quelle salivari dell’ UDC, di attivare anche quelli su sifilide e aids dopo le rivelazioni di Luxuria sulle sue “ performance “ ?
Il nostro Ministro degli Esteri, come si sa, è un “ duro e puro “ nella difesa dei diritti umani.
Per qualche strattone a Mosca, durante il sit- in di protesta anti-omofobìa di Vladimiro davanti al Municipio della città, a Giugno, il Baffo di Gallipoli inviò una nota ufficiale di protesta all’Ambasciatore della Russia a Roma. Continua »
Cicchitto, vicecoordinatore di Fi, in un intervista commenta così la situazione del Governo italiano: “Questo governo si regge con il voto determinante di un’estrema sinistra che con l’onorevole Caruso riecheggia addirittura gli slogan delle Brigate Rosse”. Secondo Maroni, leader della Lega “Le parole di Caruso fanno venire i brividi. Uno che dice queste cose, legittimando di fatto un assassinio, non può sedere in un Parlamento democratico”. Volonté (Udc) definisce “allucinanti” le parole di Caruso E Gasparri, An, domanda: “Come si trova Treu nella stessa maggioranza con Caruso?”. “Il presidente della Camera Bertinotti, segretario del Prc al momento della candidatura di Caruso, considera assassini anche lui Treu e Biagi?”.
Come vecchi politici non riescono ad affrontare la crisi dell’ invecchiamento della popolazione.
In questi giorni, nemmeno in Cina personaggi politici lavorano cosi’ a lungo come in Italia. Il Presidente Giorgio Napolitano e’ 82; il primo ministro, Romano Prodi, e il ministro delle finanze, Tommaso Padoa-Schioppa sono briosi 67enni.
Malgrado tutto, questo gruppo di vecchietti sembra stranamente riluttante a stimolare il resto del paese in similmente lunghe vite di lavoro.
Al contrario, la media degli uomini smette di lavorare e incomincia a vivere alle spalle dello Stato alla eta’ media di 60.7 anni, fra i piu’ giovani in Europa. In contrasto in Svezia gli uomini lavorano fino ad un’ eta’ media di 64.3 anni.
L’ Italia non puo’ permettersi un sistema pensionistico cosi facilone.L’ Italia ha uno dei piu’ alti indici di invecchiamento dell’ Unione Europea, e il piu’alto livello sia della spesa pensionistica (circa il 15% del Prodotto Nazionale Lordo) e del debito pubblico (107% del PNL nel 2006).
Due volte, negli ultimi 12 anni, i governi a Roma hanno cercato con, riluttanza, di affrontare queste anomalie.
Il 20 Luglio, il sig. Prodi ha cercato di fare lo stesso. Ma dopo mesi di dure trattative coi sindacati (sen-za invitare la federazione dei datori di lavoro) e con la frazionata coalizione di sinistra, ha finito coll’ annacquare riforme precedenti.
Nel 1994 il governo di centrodestra di Berlusconi decise di elevare l’ eta’ minima di pensionamento da 57 a 60 anni dal Gennaio del 2008 e dopo, gradualmente, fino a 62 nel 2014.
Nella riforma di Prodi, quelli nei lavori considerati ardui, avranno il diritto indefinito di andare in pensione a 57. Questo include non solo i minatori e simili, ma anche lavoratori di turno come autisti di bus e lavoratori di fabbrica che fanno lavori ripetitivi; complessivamente una stima del 6% della forza lavoratrice.
Per altri Italiani, il prossimo anno, l’ eta’ minima sale a 58 invece di 60. Nel 2013, quelli con il minimo di 36 anni di contributi lavoreranno fino a 61 anni. Altri con periodi di contribuzione piu’ lunghi, potranno ritirarsi fino a tre anni prima. Continua »
Quante sorprese, cari antifascisti…
Raimondo Vianello lo ha detto chiaro: “Io non rinnego niente”. Riaprire la questione del servizio militare prestato, oltre mezzo secolo fa, nella Repubblica Sociale, poteva costargli caro alla vigilia del Festival di Sanremo che deve presentare. Eppure Vianello ha scelto la dignità, non l’opportunità. Sarebbe bello se a Sanremo ‘98 ci fossero con lui anche l’ex iscritto al M.S.I. di Milano (1956) Adriano Celentano; l’ex frequentatore della Giovane Italia a Bologna nei primi anni ‘60 Lucio Dalla; il presunto finanziatore del Soccorso Tricolore de “Il Borghese” dei primi anni ‘ 70, Lucio Battisti con Mogol, alias Giulio Rapetti, che per i testi di qualche sua canzone ha preso in prestito parole di Robert Brasillach…
Lasciamoli cantare, e dimenticare, come si è dimenticato che, nel 1958, Johny Halliday attaccava a Parigi manifesti per il gruppo di “Jeune Nation”. Restiamo agli attori, come il tenente della Legione Tagliamento Giorgio Albertazzi, fucilatore di disertori, uno che oggi fa il radicale, ma che, come Vianello, ha detto quello che Walter Chiari (Decima MAS) e Ugo Tognazzi (Brigata Nera Cremona) avevano dovuto tacere. Continua »
Ho già scritto di Berlusconi, incerto se buttare il “bambino Fini” e tenersi “l’acqua sporca”; ho già narrato le reazioni di Fini al diniego di Berlusconi di riconoscerlo come suo “pupillo”.
Su queste vicende conviene, comunque, fare un qualche chiarimento. Dal 1994 al 2007 Fini ha avuto vita facile grazie a Berlusconi. Solo che….. Solo che l’appetito vien mangiando. E Fini si rendeva conto di essere “uno dei paladini alla corte di re Silvio”. E voleva di più. Anche perché alle sue “dichiarazioni antifasciste” credevano (o fingevano di credere?) solo i politici. Per la grossa opinione pubblica, invece, AN restava un “partito fascista”. Con la conseguenza che molti non la votavano ed altri la avversavano sulle piazze in nome dello “antifascismo”. Insomma, batti e ribatti, non si andava oltre il 12%.
Fini, invece, era all’apice dei consensi. Peccato che AN fosse la sua prigione e la sua palla al piede. Fu così che, intelligente com’è, escogitò come uscirne. Innanzitutto AN avrebbe aderito al PPE. E che problema c’era? Forse che AN non veniva dal MSI? Forse che da “partito neofascista” non era diventata un “partito antifascista”? Ora si trattava semplicemente di trasformarsi da “destra” in “centro”. A questo si aggiunga l’ipotesi “partito unico” e la traversata verso il nulla sarebbe stata completa.
A questo mondo sono i “realisti” a fare i sogni più astrusi, più sublimi, più improbabili. E difatti sia l’UDC che la Lega nord risposero “picche” alla ipotesi “partito unico”. E, difatti, UDC e Lega hanno una identità chiara e precisa. Perché dovrebbero annullarsi nel “partito azienda” di Berlusconi? E, soprattutto, perché avrebbero dovuto mescolarsi con AN? AN ha molte identità, ma, avendone molte, non ne ha alcuna. Continua »