Ago 29
La Commissione europea ha chiesto informazioni supplementari al governo italiano su “alcuni vantaggi fiscali” concessi alla Chiesa, ma non ha ancora deciso se aprire un’inchiesta formale al riguardo. Lo annuncia il portavoce del commissario europeo alla Concorrenza, Neelie Kroes. “Non c’è alcuna indagine in corso, ci siamo rivolti alle autorità italiane e abbiamo chiesto loro delle informazioni sulla questione”, spiega il portavoce. “Abbiamo bisogno di ulteriori informazioni”, aggiunge.
Reazioni diverse dagli schieramenti politici per la richiesta Ue all’Italia di informazioni su “alcuni vantaggi fiscali” concessi alla Chiesa. “La questione è delicata”, dice Buttiglione (Udc) che dubita “sia di competenza dell’Unione europea”. E il segretario centrista Cesa invita ad affrontare il tema “con serenità, con moderazione e senza urlare”. Per Gasparri (An) “la Ue eviti gravi interferenze che non sarebbero tollerabili”. Mentre Vegas (Fi) afferma: “E’ un attacco che parte dagli ambienti anticlericali che stanno al governo con Prodi”. E Calderoli (Lega) “Se io fossi la Chiesa scomunicherei l’Unione europea”.
Ago 29
Lettera del presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo al Corriere della Sera.
Caro direttore,
l’intervista a Walter Veltroni pubblicata ieri sul vostro giornale è una tappa importante in una fase di grande dibattito politico, che vede protagonisti partiti e coalizioni. In questo dibattito penso meriterebbero maggiore attenzione le grandi questioni da cui può dipendere il futuro economico del Paese. Appare peraltro ormai chiaro che il tema fisco dominerà il confronto sulla finanziaria 2008 e che è finalmente sotto i riflettori il problema della pressione fiscale sulle imprese.
È l’obiettivo che Confindustria si è posta all’assemblea di maggio, quando richiamai l’attenzione sul divario che si sta creando tra il peso delle tasse sulla produzione in Italia e quanto sta avvenendo nella vecchia Europa. Il termine emergenza non è fuori luogo, perché i Paesi che sono i nostri più diretti concorrenti si stanno muovendo con grande rapidità e decisione verso tagli significativi e nei paesi dell’ex Europa dell’Est — così vicina e così competitiva per la localizzazione di attività produttive — si sta consolidando la politica della flat tax. Gli investimenti esteri in Italia sono ormai ridotti al lumicino: attiriamo solo il 2,2% contro l’8% del Regno Unito, il 5,9 della Francia e il 5 della Germania. In questa condizione la logica della «tregua fiscale » è da considerare in generale un impegno minimo e per le imprese si deve accompagnare a una riduzione delle imposte in cambio di meno incentivi. Stare fermi mentre gli altri rendono le loro aziende più competitive e i loro territori più attraenti significa andare indietro, perdere posizioni. E questo l’Italia non può accettarlo. Cresciamo meno degli altri, questo è chiaro. È colpa del destino o di qualche sortilegio? Quest’anno dovremo impegnarci per crescere non più al 2% ma all’1,7%: meno della media europea, quasi due punti in meno di un Paese dinamico come la Spagna. Un punto in meno della Germania, che crescerà al 2,6%, che non discute di come cambiare lo staff leasing o rendere più difficili i contratti a termine come qualcuno vorrebbe ancora fare da noi, e che da gennaio abbasserà le tasse sulle imprese di ben nove punti. Abbiamo dunque pochi mesi di tempo per compiere scelte responsabili. Sono solo le imprese che possono creare maggiore crescita e più benefici per tutti, a cominciare da chi nelle aziende lavora. Per questo non c’è nulla di più demagogico e falso che spacciare la riduzione delle tasse sulle imprese come un regalo ai «ricchi», così come non si è trattato di una concessione ma di un investimento in competitività il taglio del cuneo fiscale. Regole fiscali e contributive che consentano alle aziende di essere più concorrenziali, a cominciare da quella straordinaria realtà che è il nostro sistema di piccole e medie imprese, vuol dire investire nell’interesse del Paese, delle famiglie, dei giovani. Certo, la questione fiscale ha più sfaccettature. Primo: la lotta all’evasione, una pratica ignobile che scarica sulle imprese e sui cittadini onesti l’insopportabile fardello dei furbi. È dal 2004 che ribadisco l’impegno di Confindustria contro evasione e sommerso. E sono convinto che la lotta all’evasione sarebbe certamente favorita se si alleggerisse un peso fiscale eccessivo. Penso a un patto, esplicito e formale: ogni euro recuperato all’evasione sia destinato a una equivalente riduzione della pressione fiscale su imprese e cittadini. Si attuerebbe così la formula forse semplicistica ma vera del «pagare tutti per pagare un po’ meno» e si sottrarrebbe alla politica lo stucchevole esercizio di fantasia a cui assistiamo ogni volta che le notizie sulle entrate lasciano intravedere delle disponibilità aggiuntive, vere o presunte. Continua »
Ago 27
“Finora gli è andata bene. Noi padani pagavamo e non abbiamo mai tirato fuori il fucile, ma c’è sempre una prima volta”. Lo ha detto il leader della Lega, Bossi, durante la manifestazione con cui il Carroccio ha avviato la raccolta di firme per la protesta fiscale. “A Roma pensano: al nord parlano ma poi pagano, quindi non diamogli niente”, dice Bossi. Ma “se la Lombardia potesse chiudere i rubinetti -aggiunge- l’Italia morirebbe in cinque giorni, perché l’Italia vive con i soldi della Lombardia”. E conclude: la protesta fiscale “è una cosa pericolosa per i romanofili e per tutta la banda di chi vive e non paga le tasse”.
Ago 25
Alemanno (An), al Meeting di Cl a Rimini, lancia una proposta: un “tax day” da organizzare per novembre per chiedere al governo la riduzione della pressione fiscale. “A novembre - spiega l’ex ministro - vorremmo fare una manifestazione unitaria di tutta la CdL con le organizzazioni professionali e di categoria. Un modo per dare una forma costruttiva e non illegale alla proposta di sciopero della Lega Nord”.
Ago 25
“L’analisi degli ultimi dati sulle entrate fiscali dimostra che la lotta all’evasione è stata un fallimento e che gli italiani non hanno fiducia in quello che ha fatto e che farà il governo Prodi”. Questa la lettura dell’ex ministro dell’Economia, Tremonti (Fi), sul nuovo surplus di entrate. “Se davvero c’è un boom di entrate -afferma Buttiglione (Udc)- allora è arrivato il momento di abbassare le tasse”. Rotondi (DcA): “Ora dal governo c’è chi promette una minore pressione fiscale, ma il verbo della sinistra è tassare”.
Ago 20
Le indiscrezioni pubblicate ieri dalla Stampa sulla ipotesi di dar vita a un nuovo partito è una “fantasia di Ferragosto”. Lo dichiara il leader di Fi, Berlusconi, in una nota. Berlusconi precisa che Forza Italia “resta baluardo della libertà e della democrazia nel nostro Paese” ed è pertanto “insostituibile”. E poi: “Leggo sulla Stampa una fantasia di Ferragosto, costruita di sana pianta. Tanto per cominciare, non sarò il 24 agosto a Courmayeur per fondare un nuovo partito. E, per continuare,Forza Italia è il partito che ho l’orgoglio di aver fondato nel 1994 e che resta il baluardo della libertà e della democrazia”.
Il conto alla rovescia per la nascita del Partito della Libertà, voluto dal leader di Fi Berlusconi, si è interrotto, nonostante la Stampa di ieri abbia dedicato l’apertura del giornale e ben due pagine intere per descrivere nei dettagli l’operazione politica. Due pagine nelle quali si dava per scontata la nascita del PdL con tutti i retroscena, addirittura l’organigramma: presidente Berlusconi, segretario Brambilla, attuale presidente dei circoli della Libertà. Invece, è arrivata secca la smentita in una nota dello stesso Berlusconi che ha bollato l’ampio servizio come “fantasia di Ferragosto”.
“Ho letto con non poca incredulità la notizia della creazione da parte di Berlusconi di un nuovo partito, ora apprendo con soddisfazione che lo stesso Berlusconi l’ha smentita”.Così, Matteoli (An), dopo le notizie sulla stampa, secondo le quali Berlusconi avrebbe varato il neo Partito della Libertà. Anche Buttiglione (Udc) accoglie la smentita “con sollievo”: d’altra parte “un partito che si identifica interamente con Berlusconi- dice- c’è già ed è Forza Italia e nessuno sente il bisogno di un doppione”.
“La Stampa prende atto della smentita del portavoce di Silvio Berlusconi. Ma conferma che l’intenzione di trasformare i Circoli della Libertà in un vero e proprio partito è stata più volte espressa dall’ex premier nelle ultime settimane a numerosi autorevoli interlocutori, i quali lo ribadiscono”. E’ quanto si afferma in una nota della Direzione del quotidiano torinese.
Ago 19
Il leader dell’opposizione, Berlusconi, torna a parlare della nascita del “Partito della Libertà”. In un articolo, in apertura della Stampa, si rende noto che il Cavaliere potrebbe annunciare, venerdì prossimo a Courmayer,la costruzione di un partito costituito da almeno 5 mila circoli con Michela Brambilla segretario e Berlusconi presidente. Secondo quanto riferisce la Stampa,Forza Italia non si scioglierà ma fornirà dirigenti ed elettori al PdL.Berlusconi auspica che un processo simile accada per Alleanza Nazionale e Udc.
Ago 18
Respinge l’accusa di razzismo Rita Bernardini, segretario dei Radicali, dopo le dichiarazioni secondo cui nel centro di Roma”sono stati rilevati molti locali non so se dalla camorra”e in cui “la lingua parlata sempre più è il napoletano”, paventando il rischio di riciclaggio di denaro sporco. “Napoletani = camorristi è un’equazione che non ho mai fatto,né mi sognerei mai di fare”, ha replicato dopo le critiche di entrambi gli schieramenti politici. Per il Prefetto di Roma, Achille Serra, è “un’affermazione priva di fondamento ritenere che il centro di Roma, solo per il fatto che ci sono tanti napoletani, sia in mano alla camorra”.
Ago 18
“Ho l’impressione che ci sia un grande riciclaggio di denaro proprio intorno ai palazzi della politica”. Parla a titolo personale Rita Bernardini, della segreteria dei Radicali, e avverte: nella zona centrale di Roma, intorno a Montecitorio “sono stati rilevati molti locali, non so se dalla camorra”, ma, segnala, “la lingua parlata sempre più è il napoletano”. Coro di repliche da entrambi gli schieramenti soprattutto dai politici campani. Accuse generiche e di sapore razzista, dicono Landolfi (An) e Martusciello (Fi). Critiche anche da Udeur e Verdi: denunce vaghe che colpiscono indiscriminatamente un’intera regione.
Ago 17
Il vice coordinatore di Fi Cicchitto interviene sulla proposta di Bossi dello sciopero fiscale dei cittadini in autunno e dice: “Lo sciopero fiscale proposto da Bossi per il prossimo autunno? La questione essenziale è l’intesa sull’obiettivo di far cadere in tempi rapidi questo governo non gli vanno offerti alibi o tregue, magari con il pretesto di megariforme istituzionali”. Per Gasparri (An) “la vera risposta però non è lo sciopero fiscale, ma è mandare a casa questo governo”. Contario allo sciopero è Rotondi (DcA) secondo il quale quella di Bossi va “considerata una battuta”. E Buttiglione (Udc), commenta così ad “Affari Italiani”: “Mi pare una follia. E’ come dire che vogliamo la dissoluzione dello Stato”.