Plauso dalla CdL alla decisione della Bonino di rimettere il mandato in segno di critica sulla trattativa pensioni. Casini (Udc):”Mi rallegro che c’è qualcuno che finalmente si assume la responsabilità. Finora non si era fatta sentire,ma la sua voce non è mai tardiva”. Schifani (Fi): “Dà il via alla crisi. A rimettere il mandato dovrebbe essere Prodi,riconoscendo l’incapacità di dar risposte serie”.Dello stesso parere Fini (An):”In un paese serio,Prodi lascerebbe”. Calderoli (Lega): “Dopo aver fatto 30, faccia 31, e abbia il coraggio di dimettersi subito”. Nucara (Pri): “Al governo non rimane altra strada che riferire in Parlamento”.
Compro il “Corriere della Sera”, lo leggo e corro da Jachinu. Jachinu, per chi non lo sapesse, è lo scemo del mio paese che io ho scelto come mio “maître à penser”. Chi meglio di lui?
“Ecco la notizia: tra la Mussolina e Fini è scoppiata la pace”, dico contento. Jachinu mi guarda, scuote la testa e chiede: “Ma davvero? E cosa mi dici del fatto che Fini e Daniela (Di Sotto) si separano? E del fatto che Storace lascia AN? E del fatto che Daniela (Santanché) è indecisa tra Fini e Storace”?
Lo guardo incerto. E Jachinu continua: “ma non vedi che tutti costoro sono gentucola? Preoccupati solo di portare a casa la pagnotta con il ben remunerato mestiere di professionisti della politica”?
Rispondo: “che dici Jachinu? Si tratta di uomini e donne di provata fede”. E Jachinu replica: “Fede, ma dove la trovi la fede? E successo che l’ambasciatore d’Israele ha protestato per un saluto romano. E nessuno lo ha zittito, nessuno lo ha consigliato di pensare ai Palestinesi, nessuno lo ha invitato a non ballare sui coglioni degli Italiani”. Continua »
Secondo Silvio Berlusconi il Governo Prodi è giunto ormai al capolinea. Quasi tutti gli italiani sono sicuramente stufi di questo Governo incapace e di questa crisi e vorrebbero sicuramente subito il voto per infliggere una grande sconfitta ai comunisti al Governo e una grandissima e larghissima vittoria per il centro Destra e la casa delle libertà! Infatti in una gremitissima piazza Plebiscito a Napoli il Presidente di Forza Italia ricordando la sconfitta del Governo al Senato sulla riforma della giustizia dice: “Mi auguro per il bene del Paese che il governo dia presto le dimissioni e auspichiamo un ritorno immediato alle urne. No a un governo di unità nazionale perchè siamo andati troppo in là. La magistratura cerca di dettare legge sul Parlamento. Questa maggioranza si regge o su un senatore che va alla toilette o su un senatore a vita”. Tutti gli italiani presenti lo acclamano, applaudono e urlano tutti al voto e via questo Governo che sta portando l’Italia alla rovina e alla fame e che è voluto solo da una piccolissima minoranza di italiani! Spera che “i senatori a disagio” provochino la crisi. “Nessun dialogo sulle pensioni” e critiche al referendum elettorale. Bossi presidente della Lega è d’accordissimo con Berlusconi:
“Governo subito a casa”. E Fini presidente di Alleanza Nazionale conferma: “se il governo dovesse cadere, bisognerebbe andare rapidissimamente al voto”.
Ho letto con attenzione l’articolo di Marco Ventura, dal titolo “Alt ai negazionisti” dove è riportata la decisione del Consiglio di Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Teramo di cancellare il Master Enrico Mattei del prof. Moffa e la notizia della creazione di un Istituto per lo studio delle questioni del medio oriente denominato IEMASMO.È un lungo articolo in cui si cerca di indagare sulle “anime contraddittorie” che si sono ritrovate introno al Prof. Moffa, ma non è minimamente toccato il problema centrale di tutta questa vicenda fino all’invito del negazionista per eccellenza Faurisson a Teramo il 18 maggio scorso: la violazione della libertà di parola e di e d’insegnamento e di conseguenza dell’autonomia di scelta didattica del docente che è alla base dell’esistenza stessa delle università italiane. Il problema, che va ben oltre i personaggi implicati, è se il diritto di esprimere il proprio pensiero e conseguentemente di essere ascoltate e contraddette in piena libertà l’art xx della Costituzione lo garantisce a tutti, o a tutti… tranne. Continua »
Noi Italiani siamo particolarmente fortunati. E, difatti, abbiamo tra di noi 40.000 giudei che ci dettano la linea: niente saluti romani e niente dibattiti sulla Shoah. Tra i tanti il giudeo Modigliani che dettò al “cattolico” Mancino la “legge sul razzismo” che porta il suo nome. Cosa che Mancino fece di buon grado: la legge contempla pene detentive per chiunque esterni opinioni e/o sentimenti di ripulsa per il fatto che l’Italia è invasa da stranieri ma non commina la fucilazione alla schiena ai tanti ladroni di regime che hanno ridotto l’Italia in uno dei paesi più indebitati del mondo.Gli Israeliani, poverini, sono meno fortunati di noi. E, difatti, i giudei ivi residenti parlano sì di “frontiere aperte”, ma nel senso che le frontiere di Israele sono aperte in uscita. E i Palestinesi sono liberi, liberissimi di andarsene dove vogliono, purché fuori dalla Palestina. Da parte loro i giudei residenti in Israele hanno fatto di tutto per cacciare i Palestinesi dai paesi natali. E, in una certa misura, ci sono anche riusciti. Purtroppo i Palestinesi sono tanti. E molti si aggrappano ai paesi natali, sia nei territori propri di “Israele” sia nei territori, formalmente palestinesi, ma sotto il tallone militare di Israele. Continua »
A lungo si è discusso sulle presunte irregolarità nelle elezioni politiche dell’aprile 2006, per il rinnovo del Parlamento, vinte di stretta misura dal centrosinistra. Ma il voto all’estero, che alla fine risultò decisivo, è stato il più contestato: sia nelle sedi locali, che durante lo spoglio centrale a Roma.
Ora arriva a Repubblica.it un video destinato a riaprire la discussione. E’ girato in una casa australiana (”di Sydney” dice la voce narrante, che è di Paolo Rajo, candidato al Senato per l’Udeur all’estero), dove qualcuno, ripreso di spalle, ha davanti a sè su un tavolo un mucchio di schede elettorali, che compila in blocco, assegnando voti e indicando preferenze in massa per l’Unione al Senato (scheda viola) e, per errore, per Forza Italia alla Camera (scheda arancione). Le schede vengono poi richiuse e sistemate nelle buste originali del Consolato e sigillate. Sono almeno un centinaio.
“Il filmato l’ho fatto io stesso durante la campagna elettorale per le scorse elezioni politiche in cui io ero candidato al Senato nella lista Udeur di Mastella” spiega a Repubblica.it l’autore, che ripete di aver più volte denunciato al suo partito il fatto, invano.
Il racconto integrale. “Mi chiamo Paolo Rajo lavoro come giornalista e presentatore nella stazione radio Rete Italia, conducendo il programma del mattino. Continua »
La Conferenza internazionale sulla giustizia in Afghanistan, tenutasi a Roma con la partecipazione delle delegazioni dei 26 Paesi «donatori», cioè dei Paesi che lo occupano militarmente, ha avuto un risvolto comico in un contesto tragico. Il compito di guidare la «ricostruzione» della giustizia afgana è stato affidato all’Italia. Ora, chiunque conosca la situazione della giustizia italiana coglie quanto sia beffarda questa designazione. Sarebbe molto meglio che le decine di milioni di euro che stiamo riversando in quest’impresa assurda e proterva li impiegassimo per la nostra giustizia che fa acqua da tutte le parti.
Assurda, e proterva, non perchè “molti magistrati afgani non sanno nè leggere nè scrivere e quelli che lo sanno non hanno a disposizione i codici”, ma perchè è assurdo e protervo applicare il diritto occidentale, gli schemi mentali occidentali, ad una popolazione che ha storia, vissuti, mentalità, valori completamente diversi dai nostri. Sarebbe come se un mullah pretendesse di redigere i nostri Codici. Lo stesso presidente Karzai, che pur è alle dirette dipendenze dell’Amministrazione americana, come lui stesso ha ammesso, ma che si sente bruciare la terra sotto i piedi perchè nel Paese monta la rivolta che non è più solo talebana, è stato costretto a sottolineare “L’Afghanistan non è l’Occidente, ha valori diversi, una struttura sociale diversa. E i soldati stranieri non possono applicare i loro schemi, devono combattere «all’afgana».
Già, il modo di combattere della Nato. Secondo stime Onu dall’inizio dell’anno le vittime civili sono state 430. Noi non siamo l’Onu, ma semplicemente raccogliendo le notizie dei giornali ne abbiamo contate 872. Senza contare quelle che sono incontabili perchè vengono fatte dalle truppe occidentali in regioni remote del Paese dove non è possibile alcun controllo. Il perchè di queste stragi è presto detto. La Nato non combatte «all’afgana», cioè con le forze di terra, ma con i bombardieri. Se in un villaggio vengono segnalati dei guerriglieri talebani non li si va a stanare, correndo qualche rischio, ma si bombarda semplicemente il villaggio uccidendo per lo più donne, vecchi e bambini che sono quelli che vi sono rimasti mentre tutti gli uomini validi sono andati a combattere. Questo modo di fare la guerra, oltre che vile e criminale, è idiota.La struttura sociale afgana è fatta a grandi famiglie, a clan, è tribale. Se tu uccidi un uomo di un villaggio non uccidi solo un uomo, ‘uccidi’ l’intero villaggio e lo avrai tutto contro. In Afghanistan è nato addirittura un proverbio “per ogni civile morto nascono dieci talebani”. Ecco perchè ai Talebani, in maggioranza Pashtun, si stanno unendo mano a mano i Tagiki del defunto comandante Massud che degli uomini del mullah Omar era stato il più fiero avversario. La guerriglia talebana si sta trasformando in una lotta di liberazione nazionale.
Ma, a parte questo, resta inevasa la domanda di fondo? Perchè l’Occidente occupa l’Afghanistan? Per combattere il terrorismo, si dice. Ma gli afgani, e nemmeno i Talebani, non sono terroristi. Non lo sono mai stati. Non hanno compiuto un solo atto di terrorismo nei dieci anni di guerra con i sovietici. Non c’era un solo afgano nei commandos che abbatterono le Torri Gemelle, non un solo afgano è stato trovato nelle cellule di Al Qaida. I Talebani non sono terroristi nemmeno ora che devono battersi con forze incomparabilmente superiori dal punto di vista tecnologico. Se compiono atti di terrorismo, rari, lo fanno solo contro obiettivi militari, provocando anch’essi, certo, i loro ‘danni collaterali’.
La sola colpa dei Talebani è di essersi trovati sul proprio territorio Bin Laden, che proprio gli americani vi avevano messo in funzione antisovietica, e che era difficilmente eliminabile perchè in Afghanistan godeva di grande prestigio avendovi costruito, con le sue enormi ricchezze, ospedali, scuole, strade, ponti più di quanto abbiano fatto gli occidentali in cinque anni.
Siamo lì, si dice allora, autocompiacendosi per le proprie buone intenzioni, “per ricostruire il Paese e riportarvi l’ordine”. Ma bisognerebbe prima chiarire chi è che ha distrutto quel “martoriato Paese” e vi ha portato il disordine. Dal 1980 al 1990 sono stati i sovietici, dal 1990 al 1996 sono stati i “signori della guerra”, e dal 2001 siamo noi. L’unico periodo in cui l’Afghanistan ha vissuto nell’ordine e nella pace è stato il 1996-2001 quando governavano i Talebani. Anche se nessuno, in Occidente, vuole riconoscerlo e nemmeno sentirselo dire.
Sarà la giustificazione per sferrare guerra all’Iran ?“Un altro attacco [terroristico in stile 9/11] potrebbe fornire la giustificazione e l’opportunità che mancano ora per colpire alcuni obiettivi noti” (Dichiarazione di un ufficiale del Pentagono, spifferata al Washington Post, 23 Aprile 2006)
I media Statunitensi sono d’accordo sul punto che “gli Stati Uniti affrontano il più grave rischio di un atto di terrorismo dagli attacchi dell’11 Settembre” (USA Today, 12 Febbraio 2006) La madrepatria Americana è minacciata da “terroristi Islamici”, presumibilmente supportati da Tehran e Damasco.L’America è sotto attacco ad opera di uno sfuggente “nemico esterno.”I concetti vengono capovolti. La Guerra diventa la Pace. L’Offesa un legittimo mezzo di “autodifesa”. Nelle parole del Presidente Bush:“Contro questo genere di nemico, c’è solo una valida risposta. Dobbiamo andare all’offensiva, restare all’offensiva, e portare la battaglia a casa loro.” (Presidente George Bush alla Conferenza del Comando Centrale [CENTCOM], 1 Maggio 2007.)L’obiettivo è quello di trovare un pretesto per sferrare una guerra preventiva.Un “attacco terroristico su suolo Americano” potrebbe venire sfruttato per giustificare, agli occhi di una pubblica opinione sempre più credulona, e sulla base di “motivazioni umanitarie,” l’avvio di una grande operazione di guerra contro Iran e Siria. Continua »
CdL ancora all’attacco sul problema pensioni. Cesa, leader dell’Udc, avverte:”La linea di Prodi porta dritto allo scontro con l’Ue e al collasso del sistema previdenziale. Appiattirsi sulla sinistra estrema non salverà Prodi perché né Padoa-Schioppa né Dini ingoieranno il rospo”. Per Bertolini(Fi),”Prodi è tragicomico, si è scavato la fossa da solo. Qualcuno gli dica di fare le valigie”. E l’onorevole Gasparri di An dice:”Prodi ingrana la prima ma fa retronarcia. La maggioranza ponga fine a questa agonia”. Netto Rotondi (DcA) conferma ” maggioranza divisa, la riforma non passerà”.
Bossi in un intervista fa il punto della situazione su Leadership del centrodestra, federalismo fiscale, lotta contro il governo Prodi. Bossi afferma che “Berlusconi ne dice tante di cose ma alla fine il leader alle prossime elezioni sarà ancora lui”. Il segretario della Lega critica il federalismo fiscale approvato dal governo. “Così com’è non cambia nulla, ha codificato la situazione che c’è già: i soldi stanno a Roma. In Parlamento cercheremo di modificarlo. Il governo potrebbe cadere sulle pensioni”.e Infine si preannunciano nuove lotte: “La Lega è pronta a portare un milione, un milione e mezzo di persone in piazza tra due o tre settimane!