Giu 23

Il leader di Confindustria,Montezemolo, chiarisce le sue dichiarazioni sul governo espresse agli imprenditori di Reggio Emilia. Montezemolo spiega così “ho parlato, ad esempio, di settori dell’attuale maggioranza che esprimono, purtroppo, una cultura anti-impresa che è sotto gli occhi di tutti: penso agli indirizzi di politica ambientale o alle spinte ideologiche contro la legge Biagi. Ma questo non mi ha impedito di apprezzare, anche ieri, alcuni risultati dell’azione del Governo come la stabilizzazione dei conti pubblici o l’avvio di un indispensabile processo di liberalizzazine”.  Anche sul sindacato ammorbidisce i toni ribadendo “l’importanza del ruolo sindacale”.

Giu 22

Nulla da dire  in riferimento alle doglianze degli “intoccabili” olocaustici. Fanno il loro dovere di arroganti con licenza come lo hanno fatto recentemente a Teramo e a inizio agosto del 1996 quando imposero che Erich Priebke venisse “riarrestato”. E nulla da aggiungere a quanto notoriamente riguarda la vicenda giudiziaria che ha interessato l’ex capitano delle SS. Cosa volete che sia un sequestro-estradizione dall’Argentina di un “rapendo” (per dirla con Kossiga) o l’incriminazione per reati non commessi stando al Codice Militare di Guerra ed alle tante Convenzioni Internazionali che regolano il diritto alla  rappresaglia? Legge vuole che i vinti debbano essere incriminati, processati e condannati. Possibilmente giustiziati. Come è avvenuto a Norimberga e a Bagdad.

Naturalmente gli esportatori americani, inglesi ed israeliani di libertà sono quelli che si arrogano il diritto di trasformarsi in giustizieri. E lo fanno contro i “popoli canaglia” in Irak, in Afghanistan, in Palestina, in Libano. Come ieri lo fecero in Kossovo, nella Terra dei Merli sacra al popolo serbo. E come vorrebbero fare in Iran…Uranio impoverito e bombe a deframmentazione, fosforo bianco ed eliminazioni mirate. Ed interminabili scie di “danni collaterali” con centinaia di migliaia di vittime civili sacrificate sull’altare della Democrazia. Continua »

Giu 21

Abbiamo appreso che è bastata una protesta della Comunità ebraica e una manifestazione di scalmanati, probabilmente gli stessi che, recentemente, a Teramo hanno aggredito il prof. Moffa, per far sì che un Ministro della Repubblica, costringesse il Magistrato militare di sorveglianza di turno a revocare con decreto la decisione del Tribunale Militare che accordava a un vecchio ultranovantenne, Erich Priebke, il permesso di lavorare fuori dalla prigione in cui è rinchiuso a seguito del processo che lo ha condannato all’ergastolo.Quante volte abbiamo manifestato, ripetutamente in centinaia di migliaia per la liberazione di condannati senza prove o con false prove, come nel caso Valpreda?

Quante volte  abbiamo protestato contro gli arresti domiciliari accordati con mano larga a tangentisti, politici corrotti,  ladri di regime, colti con le mani nel sacco e rei confessi, ancora in età di sostenere la carcerazione, e godenti di ottima salute fisica?

Nessun ministro si è precipitato a convocare il Giudice di sorveglianza per revocare alcunché. Continua »

Giu 21

La magistratura è forte con i deboli ( cioè  gli sconfitti) e debole con I  forti ( cioè i vincitori).  Anche se la magistratura appurasse che gli angloamericani abbiano commesso  delle stragi in Italia man mano che salivano per la penisola, nessun  novantenne ufficiale americano, autore di quegli episodi , andrebbe mai in  galera.  Gli americani , in quanto vincitori, non hanno mai consegnato a nessun  Paese  i loro militari.

 Resterebbe, tutto al più ,qualche riga in qualche marginale libro di storia. il 19 giugno, 2007, si è svolto nei locali della Facoltà di  Giurisprudenza dell’Università di Palermo un seminario su ” I processi  penali militari per crimini di guerra”. Relatore il dr Carlo Lenzi, sostituto procuratore militare della repubblica. Il dr Lenzi ha  relazionato  principalmente sul processo sulla strage di Marzabotto, che l’ha visto  impegnato come giudice a latere.  Alla mia domanda se vi fossero novità sulla decina di stragi compiute -  impunite -  dagli alleate in Sicilia, il dr Lenzi non ha potuto  rispondere,  in quanto le indagini sono in corso. Al dr Lenzi ho dato copia del mio  libro : Le altre stragi. Le stragi alleate e tedesche nella Sicilia 1943- 1944.  Il  libro era già acquisito agli atti.  Quindi si indaga sulle stragi compiute  dagli alleati in Sicilia.

 Giovanni Bartolone

Giu 21

La giustizia italiana funziona solo per Erich Priebke? La cosìdetta certezza della pena, cruccio di tanti italiani, cittadini e operatori di polizia, frustrati di fronte a rapinatori, assassini e stupratori, presto rimessi in libertà dopo un breve periodo di carcerazione, hanno finalmente il loro precedente cui appellarsi: Erich Priebke!

Famigliari delle vittime del terrorismo, parenti delle vittime di mafia, rapiti dall’anonima sequestri, ora sanno come fare: pochi manifesti e qualche grido sotto la casa del criminale, libero per qualche beneficio di legge, e vedranno il Guardasigilli mobilitarsi immediatamente, e provvedere a rinchiudere di nuovo il malvivente.

Priebke insegna, si dirà. E, giustamente, non si guarderà più all’età, può anche avere più di novant’anni, ma quando c’è da scontare la pena ormai non vi è scampo: se il cittadino protesta, il Ministro risponde e le porte del carcere si riaprono, come per Priebke. D’altronde non abbiamo fatto così per anche per tutti gli altri? Non marciscono in carcere da decenni i responsabili delle Foibe, i partigiani responsabili del Triangolo della Morte, le Brigate Rosse? Continua »

Giu 20

Berlusconi, Fini e Bossi andranno oggi da Napolitano. All’incontro, previsto nel pomeriggio, non parteciperà Casini che ieri ha confermato la scelta di non salire al Colle. Prima dell’incontro col capo dello Stato, vertice tra Fi, An, Lega e DcA. “Bossi andrà da Napolitano a chiedere elezioni subito. Lo farà di certo anche Berlusconi. Non so Fini”, assicura intanto Maroni, capogruppo della Lega alla Camera, a Radio città futura. “Con questo governo e con questa maggioranza, nonostante gli appelli di Napolitano non è possibile avere alcun dialogo e quello che è accaduto ai nostri parlamentari ne è l’ennesima prova”.

Giu 20

Trecento kamikaze di Al Qaeda sarebbero in partenza dall’Afghanistan verso Europa e Stati Uniti, pronti a colpire. Un video, di cui è entrato in possesso il canale televisivo americano Abc, mostra una cerimonia per la conclusione del periodo di addestramento dei giovani, alcuni appena adolescenti. Nelle immagini, è il mullah Mansoor Dadullah, leader talebano e fratello del mullah Dadullah ucciso dai soldati Usa a maggio, a congratularsi con gli aspiranti suicidi che sono a volto coperto.

Giu 20

Il vicepremier D’Alema, a “Ballarò”, si dice d’accordo con Prodi: “C’è un’aria irrespirabile,un clima preoccupante,rischiamo di far pagare un prezzo molto alto al Paese”. E: “Se va in crisi il governo ci sono elezioni, non riforme”. I verbali diffusi sulle scalate, afferma,sono “archeologia”,cose “già chiarite”, “non eticamente riprovevoli” che creano “confusione”.”Io non ho commesso nulla,non ho preso soldi,né fatto affari”.Pensavo solo che fosse “meglio” che Bnl andasse alle cooperative e non ai francesi,”normale in tutto il mondo che la politica si occupi di economia”. E: rendere note le intercettazioni, “è un danno all’immagine della magistratura”.

Giu 20

Il premier: ne parlerò con i pm che indagano sulla vicenda. E ancora: «Non si sono limitati a fare il tifo, hanno avuto incontri»

Silvio Berlusconi dice di avere le prove di un coinvolgimento diretto dei Ds nell’operazione Unipol-Bnl. Ma quello che sa lo comunicherà direttamente ai pubblici ministeri che indagano sulla vicenda. Le rivelazioni arrivano verso la fine della registrazione della puntata di Porta a Porta in cui ha avuto come controparte il segretario di Rifondazione, Fausto Bertinotti.

«ANDRO’ DAI MAGISTRATI» - «Sto pensando di riportare ai magistrati quanto so su cosa è accaduto in merito all’affare Unipol - ha detto Berlusconi -, circa gli incontri di cui sono a conoscenza per convincere alcuni soci Bnl a cedere le loro quote». Dopo aver ribadito di essere a conoscenza diretta di questi incontri, il suo interlocutore, Fausto Bertinotti lo ha invitato ad andare dal giudice a riferirne. «I ds mentono - ha aggiunto Berlusconi rispondendo alla domanda di un giornalista in studio -. Non si sono fermati al tifo ma hanno avuto incontri affinchè alcuni detentori di azioni Bnl le vendessero a Unipol». Alla domanda del conduttore Bruno Vespa se Berlusconi fosse a conoscenza di informazioni che non sono ancora note al grande pubblico, il premier ha risposto: «Io ne ho una conoscenza ulteriore». Continua »

Giu 19

Le truppe statunitensi potrebbero restare almeno dieci anni in Iraq per combattere gli insorti. È quanto ha lasciato intendere il comandante in capo delle forze della coalizione a guida Usa, il generale David Petraeus. Intervistato dal canale televisivo ‘Fox News’, il generale ha ammesso che le sfide in Iraq non si risolveranno “nel giro di un anno o anche due”, per poi aggiungere: “Infatti, penso che storicamente le operazioni anti-guerriglia potranno durare almeno nove o dieci anni”. Petraeus stava rispondendo alla domanda se per le truppe Usa si profili un impiego simile a quello in corso in Corea del Sud dalla fine delle ostilità con Pyongyang, nel 1953. L’ipotesi era già stata avanzata dallo stesso presidente George W. Bush ma, secondo l’opposizione democratica, senza fare alcun accenno alle determinanti differenze tra i due teatri bellici: nella penisola coreana Washington mantiene poco meno di quarantamila uomini “pronti” a combattere nel caso di un attacco del Nord. In Iraq i soldati americani combattono e muoiono ogni giorno. Il generale Petraeus ha ricordato che a settembre sarà pronto il suo atteso rapporto sull’impatto che l’aumento del contingente Usa fino a 160.000 uomini, voluto dal presidente Bush, sta avendo sulla situazione a Baghdad. La maggioranza democratica al Congresso lo aspetta al varco per riprendere la campagna, al momento attenuata, per il ritiro dei soldati dall’Iraq.

(Radio Teheran)